<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-5786537560838530139</id><updated>2012-02-03T11:30:01.894+01:00</updated><category term='Parliamo e basta'/><category term='Nuovo romanzo'/><category term='Recensioni'/><category term='Sulla zattera del futuro'/><category term='Parliamo della presentazione al romanzo'/><category term='Parlando sul treno'/><category term='Parliamo di trama'/><category term='Parlando d&apos;altro'/><category term='365 pagine da riempire'/><category term='Parliamo di storia'/><category term='Parliamo di personaggi'/><title type='text'>Il blog di Ennio Valtergano</title><subtitle type='html'>Il punto di incontro tra i lettori e l'autore.
Uno spazio interattivo per scambiare idee, riflessioni e commenti sui personaggi e i temi della narrazione. E non solo...</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://enniovaltergano.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5786537560838530139/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enniovaltergano.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Ennio Valtergano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07056372512565047009</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>35</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5786537560838530139.post-8895559558941441851</id><published>2012-01-26T16:10:00.001+01:00</published><updated>2012-01-27T23:53:28.808+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Parliamo di personaggi'/><title type='text'>Un nuovo personaggio</title><content type='html'>Tenendo fede all'impegno assunto ieri sera con gli amici del blog, eccomi a parlare del nuovo romanzo. O meglio, eccomi a far parlare lui di sé stesso. Voglio presentarvi un personaggio nuovo che chi ha letto "La Signora del borgo" e poi "La fucina del diavolo" non ha ancora incontrato. Per essere sinceri, ero in dubbio se stralciare questo brano oppure farvene leggere un altro,&amp;nbsp; nel quale avreste trovato una figura di vecchia conoscenza, tratteggiata in modo tale evidenziarne, ancor più di quanto sia stato fatto ne "La fucina del diavolo", la natura volgare e gretta. Poi mi sono deciso per la novità ed eccovi perciò una gustosa anticipazione.&lt;br /&gt;Buona lettura!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 24.1pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 11pt;"&gt;Monsignor Serpieri abbandonò il faldistorio sul quale era stato se­duto sino a un momento prima, apprezzando il tepore diffuso dal ca­mino. Purtroppo solo nelle immediate vicinanze, osservò il vescovo mentre si dirigeva verso il mobile dove custodiva i documenti impor­tanti. Aprì l’anta laterale e ne estrasse un plico all’apparenza simile ai tanti ammucchiati sul tavolo. La differenza stava tutta nel contenuto, oltre che nell’autorità del mittente.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 24.1pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 11pt;"&gt;Giovanni Serpieri rimirò il sigillo papale e non poté trattenere un moto d’orgoglio: era salito davvero in alto sulla scala ambita della gerar­chia ecclesiastica. L’ascesa, veloce e quasi esente da ostacoli, la doveva all’ambizione insaziabile che lo guidava fin dalla più giovane età. Certo, la brama di arrivare era stato il fattore determinante e di questo lui era consapevole, ma non poteva ignorare che a svolgere un ruolo decisivo erano stati anche gli appoggi della famiglia, una famiglia di antico rango e di spesso pelo che da diversi lustri aveva fatto dell’intrigo la ragione della propria vita. Il giovane Serpieri, rampollo promettente e sempre a proprio agio nel districarsi fra gli oscuri meandri della politica fatta di maldicenze opportunistiche e adulazioni interessate, aveva trovato, nel terreno corrotto e ipocrita di certa parte del clero, l’humus idoneo per piantarvi il seme dei propri sogni di grandezza e cogliere poi, piuttosto presto per la verità, il frutto maturo del potere rappresentato dal pasto­rale vescovile. Serpieri era giunto infatti alla porpora che aveva poco meno di trent’anni e adesso, a meno di quaranta e in odore di diventare cardinale, poteva vantare il prestigio che gli veniva dall’essere uno dei consiglieri più influenti del soglio pontificio e uomo di fiducia dello stesso papa. Non a caso Rodrigo Borgia, papa Alessandro VI, aveva voluto che fosse lui a sostituire il precedente prelato che l’Onnipotente, nella sua infinita bontà, aveva voluto chiamare presso di sé.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 24.1pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 11pt;"&gt;Slanciato nella figura, anzi ossuto, magro come una faina e bruno come un corvo, monsignor Serpieri emanava un fascino inquietante, si­nistro a ben vedere, cui tuttavia si diceva non restasse insensibile un certo tipo di donne. Al riguardo non erano poche le voci, ovviamente sussurrate fra i pochissimi ammessi alla ristretta cerchia dei confidenti, che volevano Sua Eminenza piuttosto incline a godere dei piaceri del letto ogni qualvolta l’occasione offriva, oltre alla floridezza della carne, anche adeguate garanzie di discrezione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 11pt;"&gt;&amp;nbsp;Monsignor Serpieri rilesse la missiva ricevuta il giorno stesso: proveniva direttamente da Roma, dalla segreteria vaticana. Nel documento, indirizzato a lui e agli altri vescovi dislocati nei territori della Chiesa, il pontefice chiedeva di investigare, con la dovuta riservatezza, sui titolari delle signorie collegate alle rispettive diocesi. L’obiettivo era espresso senza mezzi termini: verificare il grado di fedeltà dei signori, ma anche e soprattutto capire l’eventuale reazione loro laddove il papa avesse deciso un’azione tendente a drenare il potere frammentato fra i vari feudi, di nome posti al servizio del papato, ma di fatto tendenti a consolidare lustro e ricchezza delle famiglie titolari. Lo scopo ultimo del papa, sebbene questo non fosse dichiarato in modo esplicito, non era impossibile da immaginare: se fosse andato in porto il progetto legato al viaggio in Francia di Cesare Borgia, ben presto e per il gioco della potente alleanza che ne sarebbe scaturita, vi sarebbero state le condizioni per dare il via a un’operazione militare di largo respiro, magari condotta dallo stesso figlio del papa e mirante a concentrare il governo dei territori della Chiesa nelle mani di un solo uomo. Tanto meglio se, in prospettiva, la monarchia che di fatto sarebbe andata a costituirsi avesse acquisito poi carattere ereditario.&lt;br /&gt;Il vescovo ripiegò il plico che ripose al proprio posto. Una richiesta inoltrata dagli uffici vaticani, si disse, imponeva solerzia. Decise perciò che vi avrebbe dato seguito immediato. Afferrò il campanellino dal tavolo e prese a scuoterlo con veemenza.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5786537560838530139-8895559558941441851?l=enniovaltergano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enniovaltergano.blogspot.com/feeds/8895559558941441851/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5786537560838530139&amp;postID=8895559558941441851&amp;isPopup=true' title='20 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5786537560838530139/posts/default/8895559558941441851'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5786537560838530139/posts/default/8895559558941441851'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enniovaltergano.blogspot.com/2012/01/un-nuovo-personaggio.html' title='Un nuovo personaggio'/><author><name>Ennio Valtergano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07056372512565047009</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>20</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5786537560838530139.post-4677628432122308493</id><published>2011-12-23T20:39:00.000+01:00</published><updated>2011-12-23T20:39:26.898+01:00</updated><title type='text'>AUGURI!</title><content type='html'>&lt;span style="color: #cc0000;"&gt;Agli amici tutti e ai sostenitori del blog l'augurio più caro, mio e della mia famiglia, di trascorrere in serenità le Festività che si stanno affacciando alle nostre case. Grazie a tutti per il sostegno che avete dato al blog e all'ospite e grazie per la vostra partecipazione, sempre attenta e sempre attesa.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5786537560838530139-4677628432122308493?l=enniovaltergano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enniovaltergano.blogspot.com/feeds/4677628432122308493/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5786537560838530139&amp;postID=4677628432122308493&amp;isPopup=true' title='43 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5786537560838530139/posts/default/4677628432122308493'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5786537560838530139/posts/default/4677628432122308493'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enniovaltergano.blogspot.com/2011/12/auguri.html' title='AUGURI!'/><author><name>Ennio Valtergano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07056372512565047009</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>43</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5786537560838530139.post-7708457017582927564</id><published>2011-11-05T18:55:00.003+01:00</published><updated>2011-11-05T19:07:50.124+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Parlando d&apos;altro'/><title type='text'>Uomini e Istituzioni</title><content type='html'>In questo uggioso pomeriggio di pioggia insistente, saltellando qua e là tra il tanto materiale depositato sul mio pc, mi sono ritrovato a ripercorrere i commenti che alimentarono e vivacizzarono il dialogo del blog già al suo debutto in rete. L’attenzione si è soffermata su un commento piuttosto pepato, risalente a due anni fa, e in particolare su una considerazione che ha poi dato spunto alle riflessioni che mi piacerebbe condividere con gli amici che seguono le mie avventure letterarie – e non solo con loro.&lt;br /&gt;La considerazione è la seguente:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“…ma voglio far notare al titolare come ai frequentatori di questo blog […] che i tanti meriti della Chiesa sorpassano - e di molto - gli errori umani compiuti dai suoi appartenenti nel corso della storia.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Premetto subito che non intendo entrare nel merito dell’osservazione, anche perché sono convinto che sul piano dell’analisi storica abbia assai poco senso verificare che il bilancio in questione si chiuda con una voce preceduta dal segno + invece che dal segno –. Allo storico che voglia studiare con atteggiamento scientifico, con l’intento di analizzare per comprendere e non per giudicare, devono interessare i fatti, le cause che li hanno prodotti, le loro dinamiche e le conseguenze indotte. Dunque, a un simile approccio mal si addicono i giudizi e gli eventuali pregiudizi, positivi o negativi che siano. Ovviamente, trattandosi di fatti attinenti alla storia dell’umanità, concorderete con me che questi stessi fatti vadano ricondotti ai comportamenti umani e alle idee che ne sono state matrice.&lt;br /&gt;Ora, nella frase sopra riportata, sono stato catturato, più che dalla considerazione espressa, da una questione di metodo, per la quale si sarebbe portati a separare nettamente l’istituzione (nella fattispecie la Chiesa) dai propri appartenenti.&lt;br /&gt;Questo tipo di atteggiamento non è sporadico e ricorre ogni qualvolta ci si trova di fronte a qualcosa che non si riesce a metabolizzare, tanto sul piano storico quanto su quello ideologico. In questi casi, la conclusione è sempre la stessa: gli errori sono umani, mentre i meriti sono dell’istituzione che diventa così una sorta di identità avulsa dagli uomini, dalle loro miserie (purtroppo frequenti) e dalle loro grandezze (purtroppo rare). I sociologi direbbero, con una brutta espressione, che si tende a “reificare”, cioè a rendere “cosa” (res) concreta ciò che altrimenti resterebbe astratto e semmai ideale. Non sarebbe più semplice e metodologicamente corretto attribuire invece agli esseri umani tanto gli errori quanto i meriti?&lt;br /&gt;Una istituzione, di qualunque istituzione si tratti, ha in generale un fondamento ideale, quasi sempre trasfuso in essa dal suo o dai suoi fondatori ma poi, nel corso della propria vita, si veste di storia reale, fatta dalle azioni, dalle prese di posizione e spesso dalle responsabilità, contingenti e storiche, di coloro che la attraversano nel tempo. Perciò diventa ingiustificato, oltre che improduttivo, il tentativo di separare l’una dagli altri e viceversa. Le istituzioni non agiscono mai da sole ma sempre attraverso gli uomini che se ne fanno portavoce, sia nel dar luogo ad atti meritori, sia nel perpetrare le più scellerate nefandezze. &lt;br /&gt;Nel caso della Chiesa, citato dalla nostra commentatrice, il tentativo di separare il fondamento ideale dal processo di storicizzazione, quando non è compiuto con intenti mistificatori, trova la sua origine nella visione mistica che vuole l’istituzione come emanazione diretta del volere divino (solo di sfuggita vorrei far notare che di tale volere si sono sempre fatti interpreti e tramiti degli esseri umani, con tutto il loro corredo di vizi e virtù, a seconda dei casi). &lt;br /&gt;A mio modesto avviso, questo modo di vedere, che non esiterei a definire schizoide, trova il suo corrispondente nella scissione operata a suo tempo tra la dimensione umana e la supposta dimensione ultraterrena, soggette rispettivamente all’azione destabilizzante del demonio e a quella imperscrutabile dell’Onnipotente. E così, fra i due principi contrapposti, l’uno personificante il Bene assoluto e l’altro il Male, anch’esso assoluto, l’essere umano si trovò collocato nel bel mezzo dell’eterna dialettica, col proprio libero arbitrio, ma quest’ultimo molto relativo. Relativo ai tempi, alla morale, alla ragion di stato e così via. &lt;br /&gt;Purtroppo, pare proprio che l’abitudine a separare le istituzioni dagli esseri umani non sia stata abbandonata. Lo vediamo ancora oggi in molti degli esempi che cadono quotidianamente sotto i nostri occhi: gli errori sono originati da schegge deviate, ovvero da indegni e corrotti rappresentanti di consessi che altrimenti – e talvolta per definizione – sarebbero avulsi da ogni umana debolezza. &lt;br /&gt;Per indole, non sono portato a cercare altrove, se non nella propria natura e nella propria storia, il seme di ogni aberrazione come di ogni slancio nobile. Forse è anche per questo che i personaggi dei miei romanzi sono in primo piano, mentre le istituzioni fanno appena da sfondo. Ed è anche per questo che non possono fuggire dalla responsabilità conseguente alle scelte che compiono.&lt;br /&gt;Sono esseri umani e non paraventi di artefatti ideologici.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5786537560838530139-7708457017582927564?l=enniovaltergano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enniovaltergano.blogspot.com/feeds/7708457017582927564/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5786537560838530139&amp;postID=7708457017582927564&amp;isPopup=true' title='42 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5786537560838530139/posts/default/7708457017582927564'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5786537560838530139/posts/default/7708457017582927564'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enniovaltergano.blogspot.com/2011/11/uomini-e-istituzioni.html' title='Uomini e Istituzioni'/><author><name>Ennio Valtergano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07056372512565047009</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>42</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5786537560838530139.post-4392786519713098244</id><published>2011-09-07T13:25:00.004+02:00</published><updated>2011-09-07T20:12:19.142+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Recensioni'/><title type='text'>Il cinema italiano d'autore ritorna per la penna di Valtergano</title><content type='html'>&lt;span style="background-color: #b6d7a8; color: #990000;"&gt;Per gli amici del blog, riporto la recensione sottostante, scovata sul sito&lt;/span&gt; &lt;a href="http://www.ciao.it/"&gt;http://www.ciao.it/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="background-color: #93c47d;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La fucina del diavolo" di Ennio Valtergano. Avvincente quanto una giornata a Gardaland e impeccabilmente storico quanto un libro di Umberto Eco. C'è l'amore e il giallo alla tenente Colombo, c'è l'erotismo mai volgare e l'abilità cinematografica dei film di Charlie Chaplin che restituisce spaccati di quotidiano ancora attuali. Presi dall'incalzare di un'avventura costruita ancora con la tecnica del contrappunto, come ne "La Signora del borgo", si corre il rischio di non notare la fluidità narrativa e la vivacità di ambienti e paesaggi realisticamente restituiti. Le emozioni e i sentimenti sono degni della miglior recitazione teatrale, con un verismo che meriterebbe di sostare sulla pagina, resistendo all'impulso prorompente di sapere come andrà a finire... Giselle si è fatta donna, ma guarda oltre l'amore di un uomo. Adinolfi pare costruito con l'acciaio dei suoi occhi grigi, ma in fondo si comporta come il soldato di una Legge sovrumana. L'efferatezza di chi ha detenuto e perso il potere tocca punte che nulla invidiano alla cronaca più nera. Il fulgore della speranza e della tenacia, che spesso appaiono inutili e perdenti, è coperto da un velo degno della nebbia londinese... Ma siamo fra Bologna, Forlì e il Montefeltro, in un XVI secolo appena embrionale cullato da scienza e religione e proteso alla ricerca dell'uomo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo l'affresco del primo libro, questo quadro vivente dell'Italia-che-fu merita le ore che Valtergano ci regala e, sicuramente, un posto in biblioteca.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5786537560838530139-4392786519713098244?l=enniovaltergano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enniovaltergano.blogspot.com/feeds/4392786519713098244/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5786537560838530139&amp;postID=4392786519713098244&amp;isPopup=true' title='68 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5786537560838530139/posts/default/4392786519713098244'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5786537560838530139/posts/default/4392786519713098244'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enniovaltergano.blogspot.com/2011/09/il-cinema-italiano-dautore-ritorna-per.html' title='Il cinema italiano d&apos;autore ritorna per la penna di Valtergano'/><author><name>Ennio Valtergano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07056372512565047009</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>68</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5786537560838530139.post-2885614270795316253</id><published>2011-08-30T14:33:00.000+02:00</published><updated>2011-08-30T14:33:41.290+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Nuovo romanzo'/><title type='text'>A proposito di notorietà</title><content type='html'>Rispondo con questo post a chi, con molta franchezza, mi fa osservare che sono poco noto e che non faccio abbastanza per esserlo di più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Premetto che sono dell’idea che, in questo mondo, di gente pronta a farsi sentire ve ne sia già troppa e davvero non sento il bisogno di aggiungere la mia alle voci urlanti nel bailamme dell'esibizionismo sfrenato. Neppure tendo a disperarmi, come qualche amico del blog appare propenso a credere, ma prendo atto dello stato di cose attuali. Come si può notare - e questo blog ne è un esempio - ricorro anch'io ai mezzi offerti dalle moderne tecnologie solo che, in luogo di utilizzarli come megafono per amplificare la mia sola voce, cerco di impiegarli in una maniera che a me pare più utile, ossia circoscrivendo attraverso questi stessi mezzi degli spazi di confronto, di dialogo e di libero scambio di opinioni. D'altra parte, anche la mia partecipazione a qualcuno dei social network oggi imperanti nel web risponde al medesimo criterio e, a ben vedere, i miei stessi romanzi si pongono e si propongono come stimolo alla riflessione del lettore più che come prodotti destinati ad essere consumati nel volgere di qualche ora per essere gettati subito dopo.&lt;br /&gt;Mi rendo perfettamente conto di quanto oggi valga l'equivalenza notorietà = vendita sicura = danaro, la quale equivalenza ha indubbiamente una sua validità, se non fosse che alla base della stessa vi è una domanda cruciale: quanto occorre spendere del tempo della propria vita – e non solo di quello - per raggiungere il livello di notorietà adeguato all'innesco efficace degli altri due fattori restanti? Sempre che sia poi questo l'obiettivo vero dell'intera faccenda.&lt;br /&gt;Intendiamoci, non voglio apparire né scrivere come "un figo" e mi piace essere altrettanto franco con gli amici del blog. Comincio perciò dall’età. &lt;br /&gt;Riguardo a questa, non sono convinto che la stessa rappresenti un elemento condizionante in assoluto: ho superato da poco i sessanta ma resto fermo nell'ostinazione che il cervello risponda a meccanismi diversi rispetto al resto dell'organismo biologico. E neppure penso che a influenzare il modo di scrivere sia il tipo di studi fatti, i quali, per altro, si estendono su un ventaglio piuttosto ampio che va da quelli tecnico-scientifici a quelli umanistici (non mi si fraintenda, la relativa ampiezza del ventaglio dipende unicamente dalla quantità di tempo vissuto: ci deve pur essere qualche vantaggio all’età che avanza!). Semmai, bisogna dire che spesso il modo di scrivere risponde a scelte volute, alla cui base sta l'obiettivo del quale si parlava prima. Inutile negarlo, ma vi è chi scrive con l’intento preciso di raggiungere il bacino più largo possibile in modo da vendere il maggior numero di copie possibile. Ora, allargare il bacino di utenza significa necessariamente avere come riferimento un target culturale che si diversifica in modo proporzionale all’estensione del bacino dei lettori e a questo corrispondono spesso gusti e pretese che male incontrano rigore e ricchezza espressiva. Accade allora che per incontrare i gusti dei più si tende talvolta a sacrificare qualcosa in nome di una semplificazione necessaria e in linea con le tendenze di mercato. In altri termini, si scrive quello che si pensa si venda meglio.&lt;br /&gt;Io per parte mia, preferisco scrivere come so scrivere e come ritengo che valga la pena di scrivere, in primo luogo per il rispetto che devo al tempo della mia vita e soprattutto per quello che devo al tempo di chi mi legge. Del resto, anche questa posizione, che potrebbe forse apparire un tantino rigida, risponde a una considerazione di fondo: siamo tutti destinati a morire e non credo che giungere al momento estremo con un po’ di notorietà in più o in meno, o con qualche centinaia o migliaia di euro in più o in meno faccia la differenza. Vorrei credere, nell’ingenuità dei miei appena sessanta anni (e qualcuno di più), che il modo in cui si spende la propria vita, e perciò il significato che le si attribuisce, quello sì che fa la differenza vera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;O no?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5786537560838530139-2885614270795316253?l=enniovaltergano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enniovaltergano.blogspot.com/feeds/2885614270795316253/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5786537560838530139&amp;postID=2885614270795316253&amp;isPopup=true' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5786537560838530139/posts/default/2885614270795316253'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5786537560838530139/posts/default/2885614270795316253'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enniovaltergano.blogspot.com/2011/08/proposito-di-notorieta.html' title='A proposito di notorietà'/><author><name>Ennio Valtergano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07056372512565047009</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5786537560838530139.post-3193258118630066157</id><published>2011-06-07T12:00:00.002+02:00</published><updated>2011-06-07T14:42:50.542+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Nuovo romanzo'/><title type='text'>La fucina del diavolo - Il testo della Quarta di copertina</title><content type='html'>26 gennaio 1496. Nel cielo terso del Montefeltro si assiste a un fenomeno prodigioso: in pieno giorno la volta celeste è solcata da misteriose scie luminose precedute da una dozzina di boati, in­spiegabili data l’assenza di nuvole. Qualche tempo dopo la g&lt;span class="text_exposed_show"&gt;ente della Valdinoce raccoglie alcuni sassi dall’aspetto insolito che, nell’immaginazione popolare, paiono scaturiti dalla fucina del diavolo. Su di essi si concentra l’attenzione di un manipolo di studiosi aderenti a un’organizzazione clandestina facente capo a Cornelio Adinolfi e alla quale non è estranea Eliside, enigmatica figura di donna nota ai più come la Signora del borgo. L’idea è che le misteriose pietre cadute dal cielo possano gettare nuova luce sulla natura dell’universo, una luce che spazzerebbe vie le vecchie idee ancorate al sistema di pensiero aristotelico e incardi­nate nella concezione biblica del mondo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="text_exposed_show"&gt;Nel tentativo di recuperare i reperti di Valdinoce si inserisce un bieco disegno di vendetta e i misteriosi sassi diventano cataliz­zatori dei sentimenti più disparati, dal tradimento al senso dell’onore, dalla turpitudine all’abnegazione. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="text_exposed_show"&gt;La vicenda è il seguito naturale di quella narrata in &lt;em&gt;La Signora del borgo&lt;/em&gt; e anche qui, come già nel primo romanzo di Ennio Valtergano, il lettore resterà preso e affascinato dalla straordinaria figura di Giselle e dalla sua dimensione di donna senza tempo.&lt;/span&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/note.php?created&amp;amp;&amp;amp;note_id=233774916636111"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5786537560838530139-3193258118630066157?l=enniovaltergano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enniovaltergano.blogspot.com/feeds/3193258118630066157/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5786537560838530139&amp;postID=3193258118630066157&amp;isPopup=true' title='77 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5786537560838530139/posts/default/3193258118630066157'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5786537560838530139/posts/default/3193258118630066157'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enniovaltergano.blogspot.com/2011/06/la-fucina-del-diavolo-il-testo-della.html' title='La fucina del diavolo - Il testo della Quarta di copertina'/><author><name>Ennio Valtergano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07056372512565047009</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>77</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5786537560838530139.post-2665471517702214904</id><published>2011-05-18T18:48:00.001+02:00</published><updated>2011-05-18T18:49:52.674+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Nuovo romanzo'/><title type='text'>La copertina del nuovo romanzo</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-aolVP5JQaMg/TdP4nicpvDI/AAAAAAAAACE/ruj7EVmTewA/s1600/La+fucina+del+diavolo-Copertina.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320px" j8="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-aolVP5JQaMg/TdP4nicpvDI/AAAAAAAAACE/ruj7EVmTewA/s320/La+fucina+del+diavolo-Copertina.jpg" width="228px" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5786537560838530139-2665471517702214904?l=enniovaltergano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enniovaltergano.blogspot.com/feeds/2665471517702214904/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5786537560838530139&amp;postID=2665471517702214904&amp;isPopup=true' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5786537560838530139/posts/default/2665471517702214904'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5786537560838530139/posts/default/2665471517702214904'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enniovaltergano.blogspot.com/2011/05/la-copertina-del-nuovo-romanzo.html' title='La copertina del nuovo romanzo'/><author><name>Ennio Valtergano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07056372512565047009</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-aolVP5JQaMg/TdP4nicpvDI/AAAAAAAAACE/ruj7EVmTewA/s72-c/La+fucina+del+diavolo-Copertina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5786537560838530139.post-7379888384240562052</id><published>2011-03-15T23:40:00.005+01:00</published><updated>2011-05-04T11:40:35.686+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Nuovo romanzo'/><title type='text'>LA FUCINA DEL DIAVOLO - Prologo</title><content type='html'>&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La sagoma tozza e tondeggiante si disegnò per un breve momento sul selciato sudicio e maleodorante del vicolo: la luna piena, luminosissima nel cielo terso di gennaio, ne aveva proiettata l’ombra staccandola dall’oscurità informe e protettiva del muro. L’uomo maledisse in cuor suo l’astro notturno e si ritrasse rapido come un ratto, appiattendosi quanto più poteva a ridosso della parete tirata su con blocchi di pietra arenaria a mala pena smussati. C’era mancato poco che la sua presenza non fosse notata dalla ronda, ma per fortuna gli armigeri tirarono innanzi senza accorgersi di nulla. Immobile, i nervi tesi, li udì proseguire con passo malamente cadenzato e reso incerto dai boccali di vino tracannati appena prima di cominciare il giro di ispezione. Ci sarebbe voluto ben altro, pensò lui, per difendersi dai rigori delle notti di gennaio... Con l’eco delle voci e delle risate sguaiate si allontanò anche il tanfo dolciastro diffuso dagli aliti avvinazzati. Ancora più guardinga e circospetta, la figura avvolta nel mantello logoro e scolorito valutò la distanza da coprire fino alla meta: il piccolo edificio fatiscente prospiciente le mura perimetrali di settentrione. Quello adiacente al macello. &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; L’uomo era riuscito a penetrare all’interno della cittadella poco prima della chiusura delle porte, allo scoccare della dodicesima ora. Vestito come un mendicante, il cranio pelato nascosto sotto l’ampio cappuccio, era passato sotto lo sguardo degli uomini di guardia al seguito di un mercante di pellami e cuoio e del carro stracolmo di mercanzie. Per maggior precauzione aveva finto di claudicare vistosamente, procedendo con andatura malsicura e appoggiandosi con entrambe le mani al bastone bitorzoluto, costellato di nodi per quasi l’intera lunghezza. Il mercante gli aveva assicurato la propria complicità in cambio di due fiorini d’argento: nel caso ci fossero state noie da parte delle guardie, avrebbe detto che il povero disgraziato al seguito era un aiutante occasionale cui ricorreva quando aveva da trasferire un carico particolarmente ingombrante. Ma anche in quel caso la sorte non si era mostrata avversa: di là di qualche sguardo sprezzante e di un paio di ghigni beffardi, nessuno degli armigeri aveva mostrato interesse più di tanto e, soprattutto, nessuno lo aveva riconosciuto. Superato quel primo ostacolo, aveva atteso la complicità delle ombre della sera, evitando accuratamente i luoghi frequentati. Non aveva dovuto aspettare troppo: d’inverno faceva buio presto.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; L’uomo stette in ascolto ancora per un istante. Rassicurato dal silenzio, si guardò un’ultima volta intorno, senza dimenticare le finestre che davano sul vicolo: le imposte erano tutte serrate e dall’interno non filtrava neppure un barlume di luce. Si fece coraggio e si lanciò di corsa per il budello tenendosi radente al muro. Un attimo dopo la sagoma era scomparsa oltre la svolta, inghiottita dalle tenebre della notte.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; I colpi alla porta la sorpresero mentre si accingeva a infilarsi sotto la pesante coltre di lana grezza. Non aveva ancora spento la lampada. Si batté un colpo sulle natiche voluminose e flaccide biascicando oscenità irripetibili all’indirizzo dell’intruso: chi mai poteva essere in un’ora tanto insolita? Che lei ricordasse, non aspettava nessuno. Men che mai immaginava che qualcuno potesse avere bisogno di lei. Diffidenza e timore le suggerirono di stare in guardia. Afferrò la lampada e si diresse verso la porta che dava sulla rampa di accesso allo scantinato. Appoggiò l’orecchio in corrispondenza della fessura tra porta e battente.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; – Chi è? – chiese con voce roca e sgraziata. – Che diavolo volete a quest’ora?&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; – Apri – fu la risposta dall’altra parte dell’uscio. – Ho bisogno di parlarti… Non te ne pentirai.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La donna riconobbe la voce all’istante. No, non poteva essere che fosse proprio lui, si disse incredula. Ci mise un momento per riprendersi dalla sorpresa e, tenendo la lampada sollevata al di sopra del capo, aprì quel tanto da poter sbirciare di traverso.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; – Voi qui? – sussurrò sgranando gli occhi. – Ma non dovevate…&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; – Sta’ zitta e lasciami entrare&amp;nbsp;– ribatté l'altro. – Per te ci saranno queste, se avrai la bontà di ascoltarmi.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Mentre parlava a voce bassa, infilò la mano nella striscia di spazio tra lo stipite e la porta, scuotendo il minuscolo sacchetto rigonfio: ne sortì un tintinnio promettente. L’espressione di avidità sul volto della donna accompagnò il cigolio della porta dischiusa con circospezione, mentre gli occhi esploravano la sommità della scala alla luce fioca e incerta del lucignolo alimentato con sego. Rassicurata, richiuse l’uscio alle spalle dell’uomo che nel frattempo si era intrufolato nel locale squallido e freddo. Il visitatore inatteso fece scivolare via il cappuccio dalla testa e per un momento squadrò con aria sorniona la donna dall’aspetto di megera. &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; – Di’ la verità: non ti aspettavi di vedermi, vecchia strega… non è così?&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Lei era senza parole. Reggendo la lampada a mezz’altezza fissò la figura che aveva di fronte con stupore misto a preoccupazione: no, decisamente era l’ultima persona che avrebbe immaginato di vedere.&lt;br /&gt;L’altro non attese risposta. Si avvicinò a quel che restava del tavolo tarlato e vi gettò sopra il sacchetto aperto. Parte del contenuto rotolò per la superficie irregolare, diffondendo nella penombra il suono argentino prodotto dalle monete mentre si urtarvano l’un l’altra prima di arrestarsi del tutto.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; – Questi sono per te. Ma stavolta dovrai servirmi bene. Contali. Sono trenta fiorini d’argento.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Lo sguardo della donna rimase sospettoso ancora per un istante. Poi l’avidità prese il sopravvento e la vista dell’inopinata dovizia le fece abbandonare ogni diffidenza. Si catapultò verso il tavolo avvicinando al denaro la luce tremolante della lampada.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; – Qualunque cosa dovrò fare, questa volta sarà fatta bene… potete contarci.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Si piegò in avanti di scatto: le dita afferrarono le monete una dopo l’altra, in rapida successione.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; – Sì, ci conto – ribatté l’uomo alle sue spalle. &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Si mosse veloce come un gatto, a dispetto della corporatura goffa e abbondante. La mano sinistra si posò sulla bocca della donna e, con uno scatto repentino, l’uomo tirò a sé la testa della malcapitata impedendole di urlare. Per un attimo, avvertendo il corpo di lui a stretto contatto con la parte bassa della schiena, la donna pensò a un impeto improvviso di lussuria: che diavolo, si disse, avrebbe potuto chiederglielo in altro modo! Lei sarebbe stata ben contenta di assecondarne le voglie se solo… &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La lama, fredda, inesorabile, le si conficcò all’altezza del cuore. Il gemito soffocato inumidì la mano del carnefice che non abbandonò la presa fino a quando il corpo non si afflosciò senza vita.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Con la freddezza del sicario incallito, il misterioso individuo ripulì il pugnale e la mano grondanti di sangue strofinandoli più volte sulla veste della vittima. Raccolse dal tavolo le monete, le ripose nel sacchetto e uscì, avendo cura di richiudere la porta alle proprie spalle. Si infilò per la rampa e, una volta all’aperto, si guardò intorno: nessuno. Il puzzo delle frattaglie in putrefazione proveniente dall’interno del macello lo afferrò alle narici. L’uomo si coprì bocca e naso con un lembo del mantello e si portò dalla parte opposta del vicolo. Bene, rifletté tra sé e sé, il cadavere della donna non sarebbe stato scoperto tanto presto: la temperatura gelida del tugurio ne avrebbe rallentato la decomposizione e, in ogni caso, il fetore proveniente dallo scantinato si sarebbe confuso per qualche tempo con quello che ristagnava ogni giorno nei dintorni. Dunque, non vi era motivo di agire con precipitazione e rischiare di commettere qualche imprudenza per la fretta: avrebbe avuto il tempo necessario per lasciare la cittadella in tutta tranquillità.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La luna illuminò per un istante la faccia dell’uomo: l’espressione, feroce e soddisfatta, era tutta condensata nella piega del ghigno sinistro stampato sul volto. &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il paesaggio attorno a lui gli era del tutto sconosciuto. Per evitare di correre rischi e fare incontri indesiderati aveva preferito tenersi lontano dalle vie di comunicazione frequentate normalmente dai viandanti e si era addentrato nelle contrade del Montefeltro percorrendo sentieri poco battuti. Si guardò in giro alla ricerca di qualche riferimento utile all’orientamento: era trascorso ormai un bel pezzo da che aveva preso a costeggiare il torrente Voltre in direzione di Forlì e dunque doveva essersi spinto per un buon tratto nella Valdinoce. Arrestò il cavallo per poter osservare meglio i dintorni, mentre lo sbruffo dell’animale si condensava in una nuvoletta grigiastra. Nonostante il mezzogiorno non fosse trascorso da molto, considerò con disappunto il cavaliere, faceva decisamente freddo e l’umidità del luogo gli stava penetrando sin dentro le ossa. L’uomo si avvolse ancor più nel mantello e diede sfogo al proprio malumore mormorando un’imprecazione a denti stretti.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Aveva lasciato la cittadella al tramonto di tre giorni prima. Uscirne era stato meno difficile di quanto temesse: mescolatosi al nugolo di mendicanti costretti ad abbandonare il perimetro delle mura prima che fossero chiuse le porte, aveva potuto oltrepassare il corpo di guardia senza difficoltà, confuso al manipolo sudicio e lamentoso dei derelitti che, come d’abitudine, si riversava ogni mattina nelle vie della cittadella per poi abbandonarle, al termine della questua, all’approssimarsi della dodicesima ora. Liberatosi degli stracci usati per il travestimento, a sera inoltrata e dopo una scarpinata di circa tre ore, aveva raggiunto la locanda presso la quale aveva lasciato in custodia la propria cavalcatura. Con questa, ai primi chiarori del mattino successivo, aveva ripreso la strada alla volta di Bologna.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Al comando del proprio cavaliere, il baio riprese l’andatura regolare e la tenne per un buon tratto sino a quando, d’improvviso, si impuntò e per poco non fece perdere l’equilibrio a chi gli stava in groppa. Lui, assorto nei propri pensieri, non si aspettava una manovra tanto brusca e riuscì a stento a restare in sella. Insensibile ai colpi di sperone, il cavallo non volle saperne di rimettersi in movimento: le zampe anteriori irrigidite, se ne stava immobile come se avvertisse un pericolo imminente.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il comportamento insolito della bestia fu seguito quasi subito da un fatto ancora più insolito: una serie di boati squarciò l’aria in rapida successione. Si sarebbero detti dei tuoni, se non fosse stato che il cielo era completamente terso. Istintivamente l’uomo alzò il capo per guardare in alto e proprio in quel momento la volta celeste parve attraversata da bolidi di un bagliore accecante nonostante fosse pieno giorno. Il cavaliere rimase sbigottito, intimorito per la stranezza dell’evento. Che non si fosse trattato di uno scherzo dell’immaginazione, tradita dalla stanchezza e dalla tensione legata all’omicidio commesso tre notti avanti, lo testimoniavano le misteriose scie biancastre ancora visibili sopra la propria testa. &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Fu assalito da un senso di cupa inquietudine e restò immobile, incerto sul da farsi. Ben presto, l’inquietudine prese la forma di una domanda densa di angoscia: che quel segno prodigioso fosse da interpretare come un presagio sinistro? &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Lo smarrimento che ne seguì durò lo spazio di un istante: ma no, lui non era il tipo di persona da dare corpo a simili superstizioni. E poi non poteva lasciarsi distogliere dalla propria vendetta. &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Quella vendetta che, covata per quasi due anni, aveva avuto finalmente inizio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5786537560838530139-7379888384240562052?l=enniovaltergano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enniovaltergano.blogspot.com/feeds/7379888384240562052/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5786537560838530139&amp;postID=7379888384240562052&amp;isPopup=true' title='86 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5786537560838530139/posts/default/7379888384240562052'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5786537560838530139/posts/default/7379888384240562052'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enniovaltergano.blogspot.com/2011/03/le-pietre-volanti-prologo.html' title='LA FUCINA DEL DIAVOLO - Prologo'/><author><name>Ennio Valtergano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07056372512565047009</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>86</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5786537560838530139.post-29268756553289134</id><published>2011-01-29T23:06:00.001+01:00</published><updated>2011-01-30T18:00:14.766+01:00</updated><title type='text'>Una innocente iniziativa promozionale per gli amici del blog</title><content type='html'>Nel ringraziare gli amici del blog per la simpatia mostrata sino a oggi nei confronti di questo modesto spazio virtuale, mi piace comunicarvi, sempre che non l'abbia già fatto, che è andata a compimento la revisione del secondo romanzo, ove si racconta il seguito delle vicende narrate nel primo. Il titolo lo lascio ancora per un po' avvolto nel mistero; posso solo dire che richiama un tantino gli interessi più volte manifestati dall'amico Milascolano e si riferisce a un evento accaduto nel Montefeltro il 26 gennaio del 1496.&lt;br /&gt;A voi il compito di individuare di quale evento si tratti e da questo immaginare il possibile titolo. I primi dieci che dovessero "azzeccare" il titolo esatto riceveranno una copia del romanzo una volta pubblicato.&lt;br /&gt;L'iniziativa&amp;nbsp;avrà termine allorché almeno dieci&amp;nbsp;visitatori avranno indicato il titolo giusto, che solo a quel punto verrà comunicato a tutti.&lt;br /&gt;Per la determinazione dei primi dieci farà fede l'ordine di pubblicazione (giorno, ora e minuti) del titolo nel blog.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Buona fortuna!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5786537560838530139-29268756553289134?l=enniovaltergano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enniovaltergano.blogspot.com/feeds/29268756553289134/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5786537560838530139&amp;postID=29268756553289134&amp;isPopup=true' title='180 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5786537560838530139/posts/default/29268756553289134'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5786537560838530139/posts/default/29268756553289134'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enniovaltergano.blogspot.com/2011/01/un-innocente-concorso-premi-per-gli.html' title='Una innocente iniziativa promozionale per gli amici del blog'/><author><name>Ennio Valtergano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07056372512565047009</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>180</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5786537560838530139.post-5037463503514426979</id><published>2011-01-10T14:59:00.000+01:00</published><updated>2011-01-10T14:59:35.148+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Recensioni'/><title type='text'>Articolo su "Calabria ora" del 31 dicembre 2010</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_VgCKJH-idZM/TSsQqpTfKGI/AAAAAAAAABw/Pb3x2pf8hqw/s1600/Articolo+Calabria+ora.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" n4="true" src="http://1.bp.blogspot.com/_VgCKJH-idZM/TSsQqpTfKGI/AAAAAAAAABw/Pb3x2pf8hqw/s320/Articolo+Calabria+ora.jpg" width="172" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Ancora una recensione per gli amici del blog. L'articolo è del 31 dicembre 2010, pubblicato su "Calabria ora" e a firma del giornalista Marco Comandè.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5786537560838530139-5037463503514426979?l=enniovaltergano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enniovaltergano.blogspot.com/feeds/5037463503514426979/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5786537560838530139&amp;postID=5037463503514426979&amp;isPopup=true' title='22 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5786537560838530139/posts/default/5037463503514426979'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5786537560838530139/posts/default/5037463503514426979'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enniovaltergano.blogspot.com/2011/01/articolo-su-calabria-ora-del-31.html' title='Articolo su &quot;Calabria ora&quot; del 31 dicembre 2010'/><author><name>Ennio Valtergano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07056372512565047009</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_VgCKJH-idZM/TSsQqpTfKGI/AAAAAAAAABw/Pb3x2pf8hqw/s72-c/Articolo+Calabria+ora.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>22</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5786537560838530139.post-4413846106482642760</id><published>2011-01-09T22:21:00.002+01:00</published><updated>2011-01-10T14:55:21.313+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Recensioni'/><title type='text'>Articolo di Roberta Pino su "Il Quotidiano" di Reggio Calabria del 29.12.2010</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_VgCKJH-idZM/TSoqkVHDevI/AAAAAAAAABs/VF9nVG86iXQ/s1600/Articolo+Il+quotidiano+RC.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" n4="true" src="http://4.bp.blogspot.com/_VgCKJH-idZM/TSoqkVHDevI/AAAAAAAAABs/VF9nVG86iXQ/s320/Articolo+Il+quotidiano+RC.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Riporto, per gli amici del blog,&amp;nbsp;l'articolo della giornalista Roberta Pino, de "Il Quotidiano" di Reggio Calabria, che ha fatto seguito all'intervista all'autore avvenuta nel corso della&amp;nbsp;presentazione del romanzo presso la Biblioteca "Pietro De Nava" del 28 dicembre scorso. L'evento è stato ospitato dall'Associazione Culturale Anassilaos. Moderatore è stato il Presidente Dott. Stefano Iorfida; relatrice e presentatrice del volume la Prof. Francesca Neri.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5786537560838530139-4413846106482642760?l=enniovaltergano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enniovaltergano.blogspot.com/feeds/4413846106482642760/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5786537560838530139&amp;postID=4413846106482642760&amp;isPopup=true' title='28 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5786537560838530139/posts/default/4413846106482642760'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5786537560838530139/posts/default/4413846106482642760'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enniovaltergano.blogspot.com/2011/01/articolo-di-roberta-pino-su-il.html' title='Articolo di Roberta Pino su &quot;Il Quotidiano&quot; di Reggio Calabria del 29.12.2010'/><author><name>Ennio Valtergano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07056372512565047009</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_VgCKJH-idZM/TSoqkVHDevI/AAAAAAAAABs/VF9nVG86iXQ/s72-c/Articolo+Il+quotidiano+RC.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>28</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5786537560838530139.post-5844751158660736143</id><published>2011-01-09T00:40:00.002+01:00</published><updated>2011-01-10T14:56:22.712+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Recensioni'/><title type='text'>Recensione su "il Lucano magazine"  N°72 dicembre 2010</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;Cliccare sull'immagine per ingrandire; per ingrandire ulteriormente cliccare di nuovo&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_VgCKJH-idZM/TSiwNidB6sI/AAAAAAAAAA8/XL_mnICAz8s/s1600/Articolo+Il+LUcano.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" n4="true" src="http://4.bp.blogspot.com/_VgCKJH-idZM/TSiwNidB6sI/AAAAAAAAAA8/XL_mnICAz8s/s320/Articolo+Il+LUcano.jpg" width="241" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5786537560838530139-5844751158660736143?l=enniovaltergano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enniovaltergano.blogspot.com/feeds/5844751158660736143/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5786537560838530139&amp;postID=5844751158660736143&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5786537560838530139/posts/default/5844751158660736143'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5786537560838530139/posts/default/5844751158660736143'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enniovaltergano.blogspot.com/2011/01/recensione-su-il-lucano-magazine-n72.html' title='Recensione su &quot;il Lucano magazine&quot;  N°72 dicembre 2010'/><author><name>Ennio Valtergano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07056372512565047009</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_VgCKJH-idZM/TSiwNidB6sI/AAAAAAAAAA8/XL_mnICAz8s/s72-c/Articolo+Il+LUcano.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5786537560838530139.post-631476582839199737</id><published>2010-10-29T09:44:00.003+02:00</published><updated>2011-01-15T14:22:09.294+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Recensioni'/><title type='text'>Presentazione di Maria De Carlo all'evento di Potenza del 15 ottobre 2010</title><content type='html'>Cari amici,&lt;br /&gt;propongo alla vostra attenzione la nota introduttiva alla presentazione de "La Signora del borgo",&amp;nbsp;scritta da Maria De Carlo in occasione dell'evento di Potenza del 15-10 u.s.&lt;br /&gt;Buona lettura!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Quando in un libro una frase, una parola, ti riporta ad altre immagini, ad altri ricordi, provocando circuiti fantastici, allora, solo allora, risplende il valore di un testo. Al pari di un quadro, scultura o monumento quel testo ti arricchisce non solo nell'immediato, ma ti muta nell'essenza”. Faccio mie queste parole di Giulio Einaudi per descrivere il romanzo di Ennio Valtergano “La Signora del borgo”. &lt;br /&gt;Per essere questo il suo primo romanzo Valtergano ha raggiunto le vette più alte della narrazione poiché ha fatto sì che il lettore - e porto la mia testimonianza - quasi per magia (quella stessa semmai che aleggia nel romanzo) è entrato in quella storia come personaggio invisibile che attraversa i luoghi dei protagonisti e con loro vive le vicende e la stessa ansia o attesa del nuovo! &lt;br /&gt;Grazie a Ennio Valtergano e alla sua “...Signora del borgo” ho fatto un viaggio e come tutti i viaggi si ritorna a casa arricchiti e per la conoscenza, e per la bellezza dei luoghi ma soprattutto si torna cambiati poiché lo spirito si apre a nuove dimensioni lasciando che avvenga un mutamento. Forse perché insieme ai personaggi assistiamo alla loro inquietudine e al percorso che li porta al cambiamento.&lt;br /&gt;Il luogo dove è ambientato il racconto non è di fantasia. E anche i personaggi citati rimandano a una storia e a un passato. Ennio Valtergano ha respirato la storia e la terra dove vive. E' parte integrante. Si è lasciato emozionare da quei posti al punto da farsi assorbire! &lt;br /&gt;Romanzo variopinto, dalle mille sfaccettature, una trama nella trama con ordite trame....e non è il mio solo un gioco di parole! Vedrete dalla lettura!!!&lt;br /&gt;Richiamo solo alcune suggestioni.&lt;br /&gt;Il romanzo di Ennio Valtergano è “magico” per le sue pagine di poesia o di descrizione suggestiva come si legge a pag. 195: “L'abbondante nevicata aveva disteso con equanime uniformità il manto soffice e ovattato, il cui bianco abbacinante si diffondeva a perdita d'occhio. Soltanto all'estremo limite dell'orizzonte il candore si trasformava nel grigio perlaceo di una tenue foschia, raccordandosi a quello più intenso e compatto del cielo ancora carico di neve”. Una descrizione che alimenta l'immaginazione con la percezione di colori o profumi. E’ un romanzo che invita alla meditazione attraverso l'introspezione psicologica dei personaggi, e anche della storia - se si pensano alle pagine dell'Inquisizione e ad alcuni personaggi del periodo rinascimentale -. &lt;br /&gt;Il romanzo “La Signora del borgo” appassiona, crea una suspence non inferiore a un giallo. Uccisioni....avvelenamento....enigmi da risolvere......, personaggi che si aggirano nella notte incappucciati....: ribadisco il mio invito alla lettura.&lt;br /&gt;Ma c'è anche tanta dolcezza nella vita quotidiana di alcuni personaggi, dolcezza nei volti (suggestione visiva data dalla bravura dell'autore) e nelle parole. &lt;br /&gt;Come pure la tenerezza che aleggia invisibile quale bene trasmesso da alcuni dei personaggi attraverso le parole e le azioni di Eliside, di Isabella e Lucrezia e poi anche dalla stessa Corinda e Claretta. &lt;br /&gt;C'è la bassezza umana nel magistrato don Costanzo, ma c'è anche la speranza perchè su tutto avrà vittoria la giustizia, sorella della bontà personificata da Sua Grazia. &lt;br /&gt;E' un romanzo che io proporrei a tutti – nessuno escluso, e magari anche a un regista per un bel film - con un’attenzione particolare semmai alle scuole: perchè il romanzo aiuta a rilegge alcuni periodi della storia, delle tradizioni e del pensiero umano: dal Rinascimento (è l'età del cambiamento, un nuovo modo di concepire il mondo e se stessi. E' l'epoca in cui si sviluppano le idee di umanesimo, si afferma la dignità degli esseri umani), alla tradizione locale sulle leggende legate al Monte Sibilla.,....e il pensiero va a Antoine de la Sale (scrittore francese del '400 che perlustrò quei luoghi e ne realizzò una mappa). Ma il nome Sibilla è quello di una fata buona, veggente e incantatrice....può essere la signora del borgo. E Eliside (personaggio centrale dopo Giselle del romanzo), parlo del nome, richiama quello di Elisena nell'opera del trovatore toscano Andrea da Barberino: “Il Guerrin Meschino”. &lt;br /&gt;E per il nome della protagonista Giselle, l'autore sembra aver giocato con il noto balletto tratto dal romanzo “De l'Allemagne” di Heinrich Heine, attratto dalla leggenda delle Villi (spiriti della tradizione slava) termine che ha radice slava, vila e che significa fata. Nulla è lasciato al caso dall’autore!!!&lt;br /&gt;Il romanzo attraverso i personaggi diventa possibilità di riflessione sul percorso di crescita e di ricerca di senso, così come accade a Cecco, il fidanzato di Giselle (pag. 115): chi vogliamo essere? “...l'uomo in grado di determinare autonomamente le proprie scelte e forgiare così il proprio destino, oppure la copia sbiadita della personalità del padre e della madre insieme, perennemente e inconsapevolmente dipendente dagli schemi ereditati da loro”.&lt;br /&gt;C'è l'animo umano messo a nudo - nel bene e nel male delle sue intenzioni -. C'è la malvagità dell'uomo (data dall'avidità, dal possesso, fino a spingerlo alla calunnia o all'istinto animalesco della violenza), mentre la malvagità della donna è descritta in termini di invidia o la gelosia verso la rivale, penso alla Gorgona. &lt;br /&gt;Molto magnanime l'autore, molto buono, MOLTO dalla parte della donna!!! Quasi a descriverla vittima dei soprusi di un maschilismo che si è istituzionalizzato.&lt;br /&gt;Gli uomini che incontrano Giselle, e non solo anche le donne, vengono trasformati. E' un incontro che segna. La donna può cambiare la vita di un uomo e lo fa nel bene.&lt;br /&gt;E' il bene ricevuto che ci trasforma. Giselle afferma: “Talvolta la sofferenza è la via che la legge divina ci obbliga a percorrere per accelerare la nostra crescita, per il bene nostro e pro salute populi”. Un'affermazione che risuona in fra Anselmo da Sassoferrato come una vertigine: “D'un tratto tuto gli fu chiaro: il bene non era un concetto astratto e soprattutto non era fine a sé stesso. Il bene individuale acquistava un senso solo se posto al servizio di quello altrui...”. &lt;br /&gt;Sullo sfondo anche Ficino e l'amore inteso come movimento circolare attraverso il quale Dio si disperde nel mondo a causa della sua bontà infinita, per poi produrre nuovamente negli uomini il desiderio di ricongiungersi a Lui. &lt;br /&gt;Ma si può anche essere ciechi e ostinati, come don Costanzo...&lt;br /&gt;Giselle dice a don Costanzo: “Tu, piuttosto, pensa a quanto miserabile è diventata la tua di vita! Ottenebrato dalla lussuria, ti sei ficcato in una strada miseranda e senza uscita...”.&lt;br /&gt;Gli uomini del romanzo hanno imparato da una donna, hanno imparato a guardarsi dentro, a ritrovarsi, ad accogliersi. E' avvenuto un cambiamento. &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Maria De Carlo&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;giornalista de “Il Quotidiano della Basilicata”&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5786537560838530139-631476582839199737?l=enniovaltergano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enniovaltergano.blogspot.com/feeds/631476582839199737/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5786537560838530139&amp;postID=631476582839199737&amp;isPopup=true' title='140 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5786537560838530139/posts/default/631476582839199737'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5786537560838530139/posts/default/631476582839199737'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enniovaltergano.blogspot.com/2010/10/presentazione-di-maria-de-carlo.html' title='Presentazione di Maria De Carlo all&apos;evento di Potenza del 15 ottobre 2010'/><author><name>Ennio Valtergano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07056372512565047009</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>140</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5786537560838530139.post-6978817231657075724</id><published>2010-10-25T11:25:00.002+02:00</published><updated>2010-10-25T17:06:57.586+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='365 pagine da riempire'/><title type='text'>Un anno di blog</title><content type='html'>A fine settembre il nostro blog ha compiuto un anno di vita e devo dire che in fatto di vitalità forse non mi sarei aspettato tanto. Infatti, i riscontri sono andati ben al di là delle attese e qualche numero sarà assai più eloquente di quanto potrebbero esserlo le parole.&lt;br /&gt;Diecimila contatti in un anno vuol dire una media di oltre trenta visite al giorno, con punte, talvolta, di oltre cento visite in un giorno.&lt;br /&gt;Di là dal numero delle visite, sorprende invece il numero di interventi registrati: oltre mille (compresi i miei), perciò non meno di seicento commenti postati dai frequentatori di questo inusuale spazio di incontro. &lt;br /&gt;Si sono registrati oltre cento nick name diversi, per altrettanti presumibili diversi visitatori. Quattro di loro sono rimasti anonimi. Alcuni visitatori sono intervenuti una sola volta o al più due (le meteore del blog) e altri invece si sono visti in modo saltuario. Vi sono anche state visite “a pacchetto”, con comportamento, mi verrebbe da dire, “quantistico”, nel senso che per un determinato visitatore si sono registrati diversi interventi in uno spazio di tempo ridotto e poi più nulla, oppure con ritorno mesi dopo e con modalità analoghe. In generale, ho notato che gli interventi a raffica seguono il primo a breve distanza di tempo, poi interviene l’assopimento, durante il quale non ho ancora capito se il visitatore si assenta soltanto dal commentare oppure dal blog a tutti gli effetti.&lt;br /&gt;Infine vi sono gli “affezionati”, pochissimi devo dire, ma sono quelli che tengono in vita il blog. Veri e propri amici dal volto sconosciuto, coi quali e fra i quali si è intessuto un rapporto che travalica ampiamente i limiti del “virtuale”.&lt;br /&gt;Tuttavia, al di là dei numeri, vi è un altro aspetto che ha costituito la vera sorpresa: la provenienza geografica dei collegamenti. Ecco di che si tratta.&lt;br /&gt;A parte gli ovvi collegamenti dall’Italia e dai Paesi dell’UE (come Germania, Spagna, Regno Unito, Belgio, Austria, Slovacchia, Polonia, Paesi Bassi), risultano visite dall’Irlanda, dalla Svizzera, dagli Stati Uniti d’America, dall’Argentina, dal Brasile e perfino dalla Federazione Russa.&lt;br /&gt;Dunque, se non temessi di peccare di presunzione, direi che il nostro è un blog planetario.&lt;br /&gt;Che dire invece dei contenuti?&lt;br /&gt;Su questi lascio a voi la parola. In fin dei conti siete stati voi con i vostri spunti a delinearne l’orientamento, che si è spinto ben oltre lo scopo iniziale di creare uno spazio circoscritto al romanzo, ai suoi personaggi e alle sue vicende. D’altra parte, il sottotitolo del blog parla di «Uno spazio interattivo per scambiare idee, riflessioni e commenti sui personaggi e i temi della narrazione. E non solo... ».&lt;br /&gt;Ecco, dietro quel “non solo” ci poteva stare di tutto. E così è stato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Buona frequentazione a tutti voi. Conto di rileggervi tutti e ancora per lungo tempo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5786537560838530139-6978817231657075724?l=enniovaltergano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enniovaltergano.blogspot.com/feeds/6978817231657075724/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5786537560838530139&amp;postID=6978817231657075724&amp;isPopup=true' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5786537560838530139/posts/default/6978817231657075724'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5786537560838530139/posts/default/6978817231657075724'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enniovaltergano.blogspot.com/2010/10/un-anno-di-blog.html' title='Un anno di blog'/><author><name>Ennio Valtergano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07056372512565047009</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5786537560838530139.post-707069215922255780</id><published>2010-09-21T08:20:00.000+02:00</published><updated>2010-09-21T08:20:34.122+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='365 pagine da riempire'/><title type='text'>Scrive  una lettrice</title><content type='html'>« Oggetto: Il blog&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciao Ennio,&lt;br /&gt;ci ho provato ieri sera a leggere il blog. Sarò stata stanca ma ... ho fatto una fatica incredibile.&lt;br /&gt;Trovo che sia tu che il prof, e qualcun altro che si affanna a starvi dietro, vi spingiate un po' oltre il comprensibile.&lt;br /&gt;E' bello trovare un po' di cultura in un mondo sciatto, ma la cultura ha un senso quando arriva a tutti o quasi.&lt;br /&gt;Trovo il tuo blog un po' troppo elitario e esclusivo.&lt;br /&gt;Anche io, in troppi momenti, mi sento esclusa perchè mi perdo nel contorcimento dei vostri ragionamenti.&lt;br /&gt;Ineccepibili .. credo. Ma troppo ricchi di citazioni non spiegate la cui comprensione è data per scontata ... per voi eruditi. &lt;br /&gt;Ci trovo quasi un compiacimento di ciò e non riesco a attribuirtelo .. per come ti ho conosciuto e come continuo a conoscerti.&lt;br /&gt;Il libro, sebbene ogni tanto rasenti lo stile soprascritto (lo sfiora senza perdersi in ragionamenti troppo articolati e ricchi di nozioni non propriamente popolari) è invece abbordabile dalla maggior parte della popolazione, è alla portata di molti.&lt;br /&gt;Il blog è molto meno democratico.&lt;br /&gt;Scusa se mi permetto quella che può sembrare una critica, ma è in realtà una supplichevole richiesta di scendere qualche gradino e avvicinare tutti coloro che, come me, hanno gradito il tuo libro.&lt;br /&gt;Un altro "difetto": c'è un intreccio troppo caotico tra i vari post (ne ho letti quasi due: l'arazzo e l'ultimo). Rispondi in un post citando pensieri espressi nell'altro post (o in altri che non ho letto). Ti faccio un esempio pratico. Ad un certo punto rispondi al Prof. Cribbio! Non ero ubriaca! Rileggo perchè mi pareva di non aver trovato messaggi suoi in ciò che avevo già letto e in effetti non ce n'erano. Probabilmente ti riferivi a messaggi postati altrove.&lt;br /&gt;A quel punto ho abbandonato .. frustrata.&lt;br /&gt;Saranno i neuroni affaticati, sarà la mia scarsa capacità di concentrazione ma .. ieri sera ho fatto veramente fatica a seguirvi.&lt;br /&gt;Ti ripeto .. è solo un'accorata richiesta di includere anche noi, lettori medi. Colpevoli, sì, di non aver studiato abbastanza, ma comunque aventi diritto a godere di pensieri che, scritti un po' meno aristocraticamente, potrebbero risultarci molto graditi.&lt;br /&gt;Sogni d'oro, scrittore. Non ti offendere ... sono io che non sono all'altezza.&lt;br /&gt;Ma mi pare carino chiederti di scendere per aiutarmi a salire. »&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi è parso opportuno trascrivere per intero le considerazioni pervenute da una mia lettrice, oltre che frequentatrice del nostro blog. Credo che quanto espresso dia spunto per delle riflessioni doverose.&lt;br /&gt;La parola a voi, amici. Io non mancherò di dire la mia, anzi, lo faccio subito.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5786537560838530139-707069215922255780?l=enniovaltergano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enniovaltergano.blogspot.com/feeds/707069215922255780/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5786537560838530139&amp;postID=707069215922255780&amp;isPopup=true' title='54 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5786537560838530139/posts/default/707069215922255780'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5786537560838530139/posts/default/707069215922255780'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enniovaltergano.blogspot.com/2010/09/scrive-una-lettrice.html' title='Scrive  una lettrice'/><author><name>Ennio Valtergano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07056372512565047009</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>54</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5786537560838530139.post-294331427663106984</id><published>2010-09-14T23:55:00.001+02:00</published><updated>2010-09-15T08:59:24.101+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='365 pagine da riempire'/><title type='text'>Maschile e Femminile: universi separati in casa?</title><content type='html'>Gli ultimi interessanti commenti postati da alcune amiche lettrici – e le repliche che vi hanno fatto seguito – hanno messo l’accento, con toni spesso “vivaci”, sulla dicotomia apparentemente non sanabile tra “femminile” e “maschile”. Problema antico, direte voi, e non nuovo neppure per il blog. In effetti basta percorrere all’indietro alcuni post per trovare sull’argomento interventi anche piuttosto pepati. Tuttavia, a guardar bene, si osserva che già da qualche tempo la questione pareva voler fare un salto di qualità, grazie soprattutto alle considerazioni sviluppate da alcuni fra i più assidui frequentatori di questo spazio virtuale. Ebbene, per quel che si è letto sinora, appare fin troppo evidente che la differenza fra maschile e femminile, così come è stata posta, non consiste solamente in una distinzione di genere ma si estende a due universi propriamente detti, ciascuno comprensivo di più dimensioni: quella biologica, psicologica, culturale e altre ancora…&lt;br /&gt;Ma anche qui si tratta – ne convengo – di aspetti noti e arcinoti sui quali non varrebbe la pena spendere ancora tempo e parole. Se non fosse che, stando agli ultimi recentissimi post, tutti vergati da mano muliebre, l’universo femminile e quello maschile sarebbero condannati a restare separati senza speranza di ricongiungersi (prego qualche lettore usualmente avvezzo alle punzecchiatine sarcastiche di astenersi almeno in questo caso).&lt;br /&gt;Dunque, due universi originati da una Madre comune – la Natura – conviventi nella medesima casa – anch’essa messa a disposizione da Madre natura – ma tra loro inconciliabili nella sostanza di fondo. Il contatto, laddove si pone, è puramente epidermico e si risolve nella tessitura delle relazioni sociali (spesso asimmetriche e di fatto non paritetiche), nei rapporti familiari (con posizione ancora diffusamente subordinata per la donna), nell’assolvimento della funzione riproduttrice (non suscettibile, questa, di essere usurpata) o di partner accessorio. Al di là di questo, la frattura tra i due mondi è e resta netta e incolmabile. Peggio, non vi è neppure modo da parte di uno dei due (quello maschile) di comprendere seppure solo per riflesso l’essenza dell’altro. Inutile, dunque, che l’uomo si affanni in un’impresa vana. Lo attende, inesorabile, l’insuccesso e ogni tentativo si dimostrerà per quello che è: uno slancio velleitario e basta. Questo nel migliore dei casi, quando cioè lo slancio faccia seguito a un impulso genuino a conoscere: a conoscere per amare con consapevolezza. Negli altri casi si tratterebbe di un ulteriore pretesto meschino per perseguire fini prevaricatori nei confronti della donna. Per “sostituirsi [a lei] anche nell’anima”, è stato scritto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E allora? Allora partiamo dal romanzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo spirito e l’idea di fondo che animano “La Signora del borgo” non sono, né furono al momento della sua stesura, strumenti presi a prestito con l’intento di mettere a punto in maniera subdola e surrettizia una nuova prevaricazione nei confronti dell’universo femminile. Vi si dovrebbe invece cogliere tutta la genuinità della tensione verso una dimensione atavica e misteriosa, una dimensione guardata quasi con incanto, con pudore e rispetto – sì, rispetto – e come risposta al richiamo ancestrale cui neppure al maschile è dato sottrarsi. E questo sebbene da millenni e per millenni lo stesso maschile abbia fatto di tutto per tradire nel modo più vigliacco, infantile e folle quel richiamo che, in fondo, è il richiamo amorevole della Madre verso il figlio. Perciò, nessuna velleità di possesso. E neppure di un novello stupro, questa volta consumato sul piano e al riparo della libertà letteraria.&lt;br /&gt;L’idea prima che ha gestito e partorito “La Signora del borgo” ha voluto animare sin dall’inizio anche le pagine di questo blog, per ripetere qui un tentativo che non fosse più solitario, circoscritto ai soli vagheggiamenti ideali dell’autore e alla curiosità di qualche improbabile lettore. Si è pensato che la stessa idea e lo stesso spirito potessero farsi qui condivisi e condivisibili, magari alimentando ulteriori riflessioni e proponendo altri punti di vista, primi fra tutti quelli delle auspicabili frequentatrici. In estrema sintesi, l’idea è la seguente: stimolare nel lettore una maggiore consapevolezza sul problema della dignità della donna. Problema purtroppo sempre attuale, come alcuni eventi ci ricordano quasi quotidianamente.&lt;br /&gt;Un’azione, dunque, diretta ad entrambi i generi, senza distinzioni e senza pregiudizi di sorta. Un’azione modesta, senza eccessive pretese ma forte di un’altra consapevolezza, quella della realtà del mondo e della donna di oggi, così come della realtà storica che ha determinato le aberrazioni prospettiche passate e attuali. &lt;br /&gt;Nondimeno, so anche che il mondo reale si trasforma per effetto delle idee, anche se le idee richiedono tempo, molto tempo prima che producano un qualche risultato visibile.&lt;br /&gt;Questo era il programma minimo.&lt;br /&gt;I fatti poi hanno sopravanzato di molto le aspettative e si sono toccati aspetti forse inconsueti del problema. E guarda caso è proprio su quelli che le donne hanno fatto sentire la propria voce.&lt;br /&gt;Personalmente, non mi interessa catalogare il background socio-culturale sul quale si proiettano alcune delle prese di posizione espresse. Credo sia più accattivante il termine vero della questione emersa: il cosmo femminile è davvero precluso all’uomo? Se sì, perché? Se no, in quali termini e a quali condizioni può dischiudersi alla sua comprensione? E con quali conseguenze, se ve ne sono, per l’ulteriore evoluzione di lui e dell’umana specie? &lt;br /&gt;L’antico aforisma secondo il quale l’Uno è in Tutto e Tutto è nell’Uno o è vero oppure non lo è. Ma se è vero, come è possibile che l’Uno sia in Tutto tranne che per una parte, quella maschile?&lt;br /&gt;Lo sdoppiamento dell’incanto deve essersi imposto a un certo punto sul piano della manifestazione per necessità. Purtroppo, immagino che il risultato della divisione primigenia si sia propagato come istinto di separazione proprio nella parte che è venuta dopo, quella maschile, fino a caratterizzarla come tratto antropologico distintivo. Non a caso la rappresentazione collettiva&amp;nbsp;del divino ha assunto nel tempo, in un secondo tempo, morfologia maschile, prima che il divino medesimo venisse separato dal tutto, ossia dalla Natura Naturante, per essere quindi relegato nel metafisico come realtà ontologica a sé stante. Fatto, questo, davvero significativo e che la dice fin troppo lunga. &lt;br /&gt;O no?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5786537560838530139-294331427663106984?l=enniovaltergano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enniovaltergano.blogspot.com/feeds/294331427663106984/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5786537560838530139&amp;postID=294331427663106984&amp;isPopup=true' title='26 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5786537560838530139/posts/default/294331427663106984'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5786537560838530139/posts/default/294331427663106984'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enniovaltergano.blogspot.com/2010/09/maschile-e-femminile-universi-separati.html' title='Maschile e Femminile: universi separati in casa?'/><author><name>Ennio Valtergano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07056372512565047009</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>26</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5786537560838530139.post-5571374894267796163</id><published>2010-07-10T17:23:00.001+02:00</published><updated>2010-07-10T17:25:15.929+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='365 pagine da riempire'/><title type='text'>Un arazzo intrecciato sul filo del mito</title><content type='html'>A proposito di arazzi, oltre a quello citato dall'amico Il Rosso, vorrei portare all’attenzione degli amici del blog un altro e più antico esemplare di simili artistici manufatti, esemplare del quale si trova traccia nel corso del XV secolo grazie a un personaggio che “La Signora del borgo” menziona di sfuggita nelle primissime pagine. Il personaggio in questione è il Cavaliere Antoine de La Sale il quale, il 18 maggio del 1420, effettuò un’escursione sui Monti Sibillini, spingendosi sin nella grotta dove la leggenda voleva dimorasse la Sibilla Appenninica, la Domina, regina e protettrice della fate del luogo e dispensatrice di arcaiche conoscenze, legate in specie alle virtù medicamentose e terapeutiche delle erbe.&lt;br /&gt;Antoine de La Sale pare abbia compiuto il viaggio nelle italiche contrade per dare seguito alle volontà espresse dalla duchessa di Bourbon, desiderosa di apprendere dalle voci popolari qualche notizia in più sulla misteriosa Sibilla e verificare inoltre&amp;nbsp;che i monti del luogo, circostanti il Lago di Pilato, fossero quelli rappresentati nell’arazzo in suo possesso. In effetti l’arazzo riproduce, sebbene in modo stilizzato, il profilo caratteristico del Monte Sibilla e quello del Monte Vettore che si oppone al primo.&lt;br /&gt;Ora, che il disegno di un arazzo abbia suscitato di per sé una tale curiosità nell’animo della duchessa Agnese di Bourbon, sino al punto di spingere il buon de La Sale ad avventurarsi in un viaggio lungo e dall’esito incerto, suona ben strano. A meno che non si dia credito all’ipotesi che l’eco della Sibilla Appenninica e l’alone di mistero che ne circondava l’icona avessero all’epoca assai più risonanza di quanto non si sia disposti a concedere oggi. &lt;br /&gt;Tutto lascia perciò pensare che il&amp;nbsp;fascino di un Femminino arcaico non si&amp;nbsp;sia mai spento del tutto nel fluire del tempo e forse non è un caso che gli antichi alchimisti attribuissero alla loro enigmatica scienza l’attributo di Dama per eccellenza. Sarà anche per questo che, sempre secondo la leggenda, gli alchimisti portavano a consacrare i loro testi sulle rive del lago di Pilato perché, propizi il cielo stellato e la magica influenza della Signora, gli stessi testi dischiudessero i lucchetti che ne serravano i segreti e rivelassero ai loro possessori gli arcani di una Scienza altrimenti impenetrabile.&lt;br /&gt;Fascino e magia di un tempo che fu. &lt;br /&gt;Oggi l’essere umano è troppo distratto e troppo emancipato per prestar fede al mito e per dedicare un frammento della propria attenzione a testimonianze giudicate, forse con eccessiva disinvoltura, residui infantili di una umanità credulona.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5786537560838530139-5571374894267796163?l=enniovaltergano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enniovaltergano.blogspot.com/feeds/5571374894267796163/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5786537560838530139&amp;postID=5571374894267796163&amp;isPopup=true' title='75 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5786537560838530139/posts/default/5571374894267796163'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5786537560838530139/posts/default/5571374894267796163'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enniovaltergano.blogspot.com/2010/07/un-arazzo-intrecciato-sul-filo-del-mito.html' title='Un arazzo intrecciato sul filo del mito'/><author><name>Ennio Valtergano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07056372512565047009</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>75</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5786537560838530139.post-3076065986624286654</id><published>2010-05-24T16:08:00.000+02:00</published><updated>2010-05-24T16:08:02.112+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='365 pagine da riempire'/><title type='text'>Scrivere per vivere o vivere per scrivere?</title><content type='html'>Tempo fa, quando ancora non avevo raggiunto il pieno della maturità (ero suppergiù intorno alla trentina), fu mio ospite un amico di parecchio più avanti di me negli anni. Il personaggio in questione dipingeva da una vita ed era anche piuttosto affermato; e infatti alcune sue tele già occupavano le sale di musei famosi nel mondo. Orbene, nella mia ingenua spontaneità, commisi l’imprudenza di appellarlo “pittore”. Lui se ne ebbe non poco (tra l’altro era terribilmente permaloso) e non perse un istante&amp;nbsp;a farmi notare quanto il termine fosse inappropriato.&lt;br /&gt;– Sono un artista – osservò piccato – non un pittore. Ma forse tu non conosci la differenza che esiste tra un pittore e un artista. Devi sapere – proseguì con aria da docente forzato dalle circostanze a spiegare una cosa giudicata di universale notorietà – che un pittore dipinge quel che vende, mentre un artista vende quel che dipinge.&lt;br /&gt;A distanza di anni il problema mi si ripropone, sebbene in termini differenti.&lt;br /&gt;Parafrasando il mio lontano ospite, potrei dire che, analogamente, vi è differenza tra un pennaiolo e uno scrittore, nel senso che il pennaiolo scrive i romanzi che vende, mentre uno scrittore vende i romanzi che scrive. Spingendo più in là la differenza, si potrebbe ancora dire che il pennaiolo scrive per vivere e lo scrittore vive per scrivere.&lt;br /&gt;E chi non appartenesse né all’una né all’altra categoria?&lt;br /&gt;Il sottoscritto, ad esempio, non scrive per vivere (per mia fortuna) e neppure vive per scrivere (sempre per mia fortuna, la vita si è consolidata intorno a un asse portante che basta da sé per riempirla di significato). E difatti non amo definirmi scrittore; piuttosto, preferirei parlare di me come di un veicolo di idee e sensazioni che si esprimono attraverso vicende narrate.&lt;br /&gt;Scrivo per dare corpo alle idee e alle sensazioni che mi attraversano quando immagino vicende, personaggi, scene, dialoghi.&lt;br /&gt;Tutto qui.&lt;br /&gt;E voi? Voi che leggete, cosa pensate?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5786537560838530139-3076065986624286654?l=enniovaltergano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enniovaltergano.blogspot.com/feeds/3076065986624286654/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5786537560838530139&amp;postID=3076065986624286654&amp;isPopup=true' title='44 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5786537560838530139/posts/default/3076065986624286654'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5786537560838530139/posts/default/3076065986624286654'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enniovaltergano.blogspot.com/2010/05/scrivere-per-vivere-o-vivere-per.html' title='Scrivere per vivere o vivere per scrivere?'/><author><name>Ennio Valtergano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07056372512565047009</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>44</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5786537560838530139.post-1037652679608630272</id><published>2010-04-15T10:06:00.001+02:00</published><updated>2010-04-15T10:07:50.790+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='365 pagine da riempire'/><title type='text'>Liceo 8 Marzo: un incontro da ricordare</title><content type='html'>Trovarsi di fronte non meno di centocinquanta giovani studenti, sebbene in due riprese, non è un’esperienza da poco, soprattutto quando si è separati da un salto di due generazioni e quando l’argomento non è forse quello che può incontrare i loro interessi più immediati. &lt;br /&gt;Prima dell’incontro avevo pensato che l’ostacolo più insidioso sarebbe stato determinato dal linguaggio. Ammetto che non sono avvezzo al modo di comunicare dei teen-ager e il timore più grande era di non essere in grado di stabilire con un’età pervasa dal fermento del rapido cambiamento il ponte indispensabile per congiungere le sponde di due mondi oggettivamente distanti. Non è stato così.&lt;br /&gt;La forza della gioventù è travolgente e contagiosa ed è stata davvero una questione di pochi istanti quella di entrare in sintonia con loro e stabilire un rapporto empatico visibile – così mi è parso – nella grande attenzione che i giovani studenti del Liceo 8 Marzo hanno dimostrato nel corso della conversazione. Devo immaginare che sentire dal vivo cosa può indurre un autore a scrivere un romanzo, come nasce l’idea che poi si traduce nella trama delle vicende narrate, come si costruiscono i personaggi, sia stata per tutti loro l’occasione per entrare in una dimensione della quale, come lettori, vivono e sperimentano il prodotto finale: il libro.&lt;br /&gt;Non ho difficoltà ad ammettere che molto probabilmente ho ricevuto io da loro assai più di quanto sia stato in grado di trasmettere. Mi resterà dentro, come esempio vivo e significativo di quell’esperienza, il momento in cui, giunti sul finire, una ragazza alla quale una temporanea afonia impediva di formulare ad alta voce la domanda mi si è avvicinata per chiedere:&lt;br /&gt;“Ma come è possibile per un maschio e per giunta della sua età far pensare, parlare e agire una ragazza della mia età?”&lt;br /&gt;Ovviamente la domanda non è rimasta senza risposta. Tuttavia quella domanda, nel candore dell’immediatezza e della genuinità evidentemente propria dei giovani, mi ha indotto a riflettere e sono giunto alla conclusione che l’esperienza delle diverse età non è seppellita dal tempo ed è pronta a riemergere in superficie se conserviamo anche l’umiltà di volerla riassaporare.&lt;br /&gt;Ma mi piacerebbe che sulle impressioni suscitate dall’incontro siano gli stessi giovani che vi hanno partecipato a far sentire la loro voce… Perciò, non abbiate remore a intervenire. Vi aspetto...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5786537560838530139-1037652679608630272?l=enniovaltergano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enniovaltergano.blogspot.com/feeds/1037652679608630272/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5786537560838530139&amp;postID=1037652679608630272&amp;isPopup=true' title='37 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5786537560838530139/posts/default/1037652679608630272'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5786537560838530139/posts/default/1037652679608630272'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enniovaltergano.blogspot.com/2010/04/liceo-8-marzo-un-incontro-da-ricordare.html' title='Liceo 8 Marzo: un incontro da ricordare'/><author><name>Ennio Valtergano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07056372512565047009</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>37</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5786537560838530139.post-5271608988370747165</id><published>2010-02-19T21:21:00.004+01:00</published><updated>2010-02-19T21:39:45.582+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='365 pagine da riempire'/><title type='text'>Osservando le meteore</title><content type='html'>Quanti nomi! Lella Padovani, Cianciotta, Futurolettore, Brufolo, Greta, Giulia... e tanti, tanti altri. Quanti nomi passati come meteore per lo spazio di questo blog! E quante idee, quanti percorsi e quante&amp;nbsp;esperienze dietro a questi nomi; storie di vita che avrebbero potuto incontrare altre storie, percorsi che avrebbero potuto&amp;nbsp;incrociare altri percorsi...&lt;br /&gt;Di quando in quando mi capita di rifare a ritroso il cammino del blog e ritrovare le orme di chi vi si è affacciato anche solo per una volta. Ogni traccia, soprattutto quelle che non si sono&amp;nbsp;attestate in successione più o meno rapida e più o meno estesa, ma comunque bastevole per sostanziarsi in un tratto di strada percorso insieme, rappresenta la&amp;nbsp;testimonianza di quello che avrebbe potuto essere e che invece non è stato. Dialoghi&amp;nbsp;che si sono spenti&amp;nbsp;sul nascere, talvolta sull'onda di una contrapposizione che avrebbe voluto essere solo dialettica e comunque mai straripante oltre i confini del confronto delle idee. Confronto&amp;nbsp;vivace anche,&amp;nbsp;ma mai, almeno per chi scrive, concepito in termini di contrapposizione personale. Anche quando si è posta la necessità di puntualizzare con rigore un punto di vista, o arginare comportamenti che avrebbero potuto risultare lesivi dell'altrui sensibilità, si è cercato di restare entri i limiti di una civile presa di posizione. Chissà, forse&amp;nbsp;l'esigua capacità espressiva offerta dalla comunicazione virtuale non&amp;nbsp;ha consentito, in tutte le occasioni,&amp;nbsp;la scelta della&amp;nbsp;chiave di lettura idonea. Non si può sapere. E neppure è dato di sapere se i tanti che si sono manifestati&amp;nbsp; nell'intervallo di un lampo - come meteore, appunto - appena il tempo di postare il proprio intervento o al massimo un paio abbiano o meno continuato a seguirci lungo la via, anche se in silenzio. La dimensione nella quale si colloca un blog&amp;nbsp;è fatta così: non offre modo di avvertire la presenza di chi non decida di transitare, anche solo con un segnale e per un solo istante, dal virtuale al reale. Resta tuttavia &amp;nbsp;il ricordo dell'incontro e anche un pizzico di nostalgia, come talvolta&amp;nbsp;accade in stazione o all'aeroporto, dopo che, in attesa della coincidenza o del volo,&amp;nbsp;si è avuta l'opportunità&amp;nbsp;di scambiare due parole con qualcuno che&amp;nbsp;con ogni probabilità non si rivedrà più.&lt;br /&gt;In ogni caso, bisogna dire che anche le meteore hanno un&amp;nbsp;proprio fascino e non è detto che la magia del loro istantaneo apparire si spenga insieme alla scia del loro passaggio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5786537560838530139-5271608988370747165?l=enniovaltergano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enniovaltergano.blogspot.com/feeds/5271608988370747165/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5786537560838530139&amp;postID=5271608988370747165&amp;isPopup=true' title='162 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5786537560838530139/posts/default/5271608988370747165'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5786537560838530139/posts/default/5271608988370747165'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enniovaltergano.blogspot.com/2010/02/osservando-le-meteore.html' title='Osservando le meteore'/><author><name>Ennio Valtergano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07056372512565047009</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>162</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5786537560838530139.post-3314478551663579998</id><published>2010-01-03T13:33:00.002+01:00</published><updated>2010-01-03T16:17:41.602+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='365 pagine da riempire'/><title type='text'>Agorà 2010</title><content type='html'>A tre mesi dalla nascita del blog vale forse la pena sostare un attimo per un rapido bilancio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il blog era partito con l’obiettivo assai modesto di presentare un romanzo in via di pubblicazione e predisporre uno spazio aperto ove i lettori potessero confrontarsi con l’autore – ed eventualmente fra loro stessi – sui temi attinenti alla narrazione. Un obiettivo modesto, si diceva, che evidentemente non aveva tenuto in conto un elemento inaspettato: la spumeggiante propensione dei visitatori a muoversi in ossequio alla più ampia libertà di manifestare le proprie idee. E difatti ciascuno si è mosso nella direzione maggiormente consona alle personali inclinazioni e al taglio degli interessi culturali prevalenti. &lt;br /&gt;Devo per altro constatare che ai rari vincoli indicati come condizione necessaria alla partecipazione attiva alla discussione, ossia confronto sereno sulle opinioni, rispetto e tolleranza reciproci, pacatezza nei toni e nelle valutazioni, ci si è adattati con sorprendente (dati i tempi) e immediata disponibilità. In questo senso, qualche intemperanza nello stile – raramente verbale – ha rappresentato per lo più un’eccezione isolata e circoscritta. Immagino che in uno spazio aperto e in assenza voluta di qualsivoglia controllo o filtro preventivo, qualche intervento un po’ fuori dalle righe sia da considerarsi fisiologico e dunque non faccia testo più di tanto.&lt;br /&gt;È invece balzata evidente – quella sì che è stata una sorpresa – la voglia di comunicare a tutto campo, di intrecciare rapporti che si consolidassero rapidamente oltre l’effimero. Tale richiesta di 'socializzare', sebbene non espressa in via esplicita, credo sia stata favorita dall’impronta data da subito al blog e tutta condensata nei requisiti minimi cui si faceva cenno prima. Questo fa pensare – e sperare – che sia tuttora intatto il bisogno di luoghi e modi di espressione nei quali il confronto non si risolva sempre in scontro e lo scambio di opinioni venga considerato reciproco arricchimento e non occasione per far prevalere il proprio punto di vista.&lt;br /&gt;Così, da blog potenzialmente monotematico o al più a contenuti omogenei, questo spazio virtuale si è trasformato in un luogo aperto al libero confronto sugli argomenti più disparati. Se il termine non suonasse eccessivamente presuntuoso, direi una sorta di ‘Agorà’ frequentata in prima istanza dagli interlocutori più assidui e appassionati. Non per questo, però, mi sento di considerare da meno quei visitatori che, sebbene non ugualmente costanti, hanno comunque assicurato il loro prezioso contributo. Al riguardo, onestà vuole che la minor frequenza sia da limitarsi ai soli interventi, dato che il numero di visite giornaliere si è mantenuto pressoché costantemente elevato.&lt;br /&gt;Tuttavia, forse un motivo per qualche rimpianto sussiste: avrei sperato che il blog diventasse un punto di attrazione anche e soprattutto per i giovani. Non è stato così, fatta salva, anche qui, qualche rara eccezione. E questo è di certo un argomento sul quale riflettere e le domande sulle cause possibili sono tante: il livello degli interventi? il tono? gli argomenti? l’eventuale mancanza di immediatezza? il linguaggio? la distanza concettuale oltre che generazionale?&lt;br /&gt;Diagnosi e proposte su tale argomento, che ritengo cruciale oltre che rilevante, saranno le benvenute e accolte con la massima attenzione.&lt;br /&gt;Quali, allora, le linee per il prossimo futuro? &lt;br /&gt;Nessuna in particolare, se non un auspicio e un impegno. L’auspicio è che il blog mantenga lo stile che lo contraddistingue, stile che forse lo rende raro, se non unico, nel bailamme volgare e superficiale della rete. L’impegno è quello di preservarne l’atmosfera da ogni intrusione inquinante e di tenerlo, come è stato fatto fino a ora, al riparo dai virus devastanti delle ideologie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A tutti, buona permanenza nell’Agorà.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5786537560838530139-3314478551663579998?l=enniovaltergano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enniovaltergano.blogspot.com/feeds/3314478551663579998/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5786537560838530139&amp;postID=3314478551663579998&amp;isPopup=true' title='118 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5786537560838530139/posts/default/3314478551663579998'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5786537560838530139/posts/default/3314478551663579998'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enniovaltergano.blogspot.com/2010/01/agora-2010.html' title='Agorà 2010'/><author><name>Ennio Valtergano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07056372512565047009</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>118</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5786537560838530139.post-3714830261573286508</id><published>2009-12-22T19:34:00.002+01:00</published><updated>2009-12-22T19:41:43.470+01:00</updated><title type='text'>BUONE FESTE</title><content type='html'>A tutti gli amici del blog; agli amici che lo frequentano con assiduità&amp;nbsp;e lo ravvivano col trasporto genuino dei loro commenti puntuali; agli amici che lo frequentano con assiduità e che solo&amp;nbsp;di tanto in tanto fanno sentire la loro voce; agli amici che lo frequentano con assiduità e che preferiscono osservare e riflettere&amp;nbsp;in silenzio; agli amici sporadici che vengono, guardano e vanno; agli amici più giovani ma non meno graditi nelle stanze del blog;&amp;nbsp;a tutti voi ospiti sconosciuti ma familiari&amp;nbsp;di questa dimora virtuale, ma non per questo - spero - meno calda e accogliente, l'augurio di serenità e letizia. &lt;br /&gt;Un altro anno, dell'eterno presente, si avvia a conclusione e con esso un pezzo di vita vissuta entra nella dimensione dei ricordi e dell'esperienza. Dunque, entra in un modo diverso di far parte del presente e di dare significato al tempo, l'unica vera, preziosa e incommensurabile risorsa dell'esistenza.&lt;br /&gt;Per tutti voi, anzi per tutti noi,&amp;nbsp;il tempo sia propizio di BENE.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5786537560838530139-3714830261573286508?l=enniovaltergano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enniovaltergano.blogspot.com/feeds/3714830261573286508/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5786537560838530139&amp;postID=3714830261573286508&amp;isPopup=true' title='79 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5786537560838530139/posts/default/3714830261573286508'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5786537560838530139/posts/default/3714830261573286508'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enniovaltergano.blogspot.com/2009/12/buone-feste.html' title='BUONE FESTE'/><author><name>Ennio Valtergano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07056372512565047009</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>79</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5786537560838530139.post-9035532988865598571</id><published>2009-12-13T20:09:00.001+01:00</published><updated>2009-12-13T20:11:39.612+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sulla zattera del futuro'/><title type='text'>Ci sono sempre</title><content type='html'>Cari amici, eccomi a voi, anche se non ancora col post annunciato sulle valutazioni di questo primo periodo di attività del blog. Assorbito da altre impellenze, ancora non ho avuto modo di articolare in maniera organica&amp;nbsp;le considerazioni&amp;nbsp;che mi si sono affacciate alla mente nel frattempo. Fra le impellenze accennate, devo dire poche delle quali attinenti alla promozione del romanzo appena pubblicato, ve n'è una senza dubbio molto stimolante, specie per chi, come me, è relegato dall'anagrafe nella categoria&amp;nbsp;dei non più giovani. Ebbene, mi è stato chiesto di scrivere il copione di una rappresentazione teatrale per giovani e giovanissimi interpreti. Ho accettato l'incarico intravedendovi l'opportunità di avvicinarmi ancor più a una dimensione che lo scorrere della vita rende sempre più divergente dalla traiettoria di chi ormai conta gli anni che ha dietro assai più numerosi di quelli che intravede davanti e soltanto in una prospettiva di probabilità statistica.&lt;br /&gt;Vi confesso che sono entusiasta di questa nuova esperienza, alla quale guardo con gli occhi meravigliati e curiosi&amp;nbsp;di quella strana entità che dentro di noi sembra non avere età. Vedremo.&lt;br /&gt;Pubblico questo post nella sezione giovani per ovvia pertinenza, ma non intentendo tuttavia precludere gli interventi di amici dei quali avverto la mancanza e che forse si sentono più a loro agio in una qualunque altra sezione di questo blog.&lt;br /&gt;Attendo, con la simpatia e l'interesse di sempre, di leggere le vostre stimolanti riflessioni.&lt;br /&gt;Una preghiera per tutti: laddove aveste cercato in libreria una copia de La Signora del borgo e aveste incontrato difficoltà anche seguendo i suggerimenti da me dati giorni addietro, non esitate a comunicarmelo sul blog stesso.&lt;br /&gt;Un saluto a tutti.&lt;br /&gt;Ennio&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5786537560838530139-9035532988865598571?l=enniovaltergano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enniovaltergano.blogspot.com/feeds/9035532988865598571/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5786537560838530139&amp;postID=9035532988865598571&amp;isPopup=true' title='16 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5786537560838530139/posts/default/9035532988865598571'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5786537560838530139/posts/default/9035532988865598571'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enniovaltergano.blogspot.com/2009/12/ci-sono-sempre.html' title='Ci sono sempre'/><author><name>Ennio Valtergano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07056372512565047009</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>16</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5786537560838530139.post-7268823730964787791</id><published>2009-12-06T18:20:00.002+01:00</published><updated>2009-12-06T18:55:58.197+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sulla zattera del futuro'/><title type='text'>Ai giovani amici del blog</title><content type='html'>Dalle frecce intinte nel sarcasmo, scagliate dall'arco del&amp;nbsp;nostro navigatore sotto vento che si firma Ulisse, sono trascorsi quattro giorni e devo prendere atto che, stando all'assenza di interventi,&amp;nbsp;la risposta al&amp;nbsp;blando&amp;nbsp;tentativo da me fatto di verificare quanti&amp;nbsp;di voi frequentassero ancora lo spazio di questo blog ha il valore di verdetto definitivo.&amp;nbsp;Perciò, devo pensare che voi giovani, sempre che&amp;nbsp;siate mai stati numerosi a visitare queste pagine (purtroppo non ho modo di verificare quante visite registra la sezione a voi dedicata), fatte salve rare eccezioni, abbiate abbandonato la zattera al proprio destino.&lt;br /&gt;Come ho anticipato in uno degli ultimi interventi, sto cercando di valutare due mesi e più di attività del blog e diversi elementi già offrono spunti interessanti. Per questo e per avere un'idea più chiara dell'andamento complessivo del blog, chiedo a voi,&amp;nbsp;giovani amici che ancora&amp;nbsp;siete "in ascolto", anche se venite a curiosare solo di tanto in tanto, di fare un piccolo gesto e darmi una mano a comprendere: segnalate la vostra&amp;nbsp;presenza semplicemente con un "Ci sono", oppure con un "Ciao" seguito dal nick name. Basta che lo facciate una volta soltanto e poi la cosa finirà qui. Perciò vi prego di non interpretare questa richiesta come un ulteriore tentativo di coinvolgervi.&lt;br /&gt;Un saluto da Ennio&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5786537560838530139-7268823730964787791?l=enniovaltergano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enniovaltergano.blogspot.com/feeds/7268823730964787791/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5786537560838530139&amp;postID=7268823730964787791&amp;isPopup=true' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5786537560838530139/posts/default/7268823730964787791'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5786537560838530139/posts/default/7268823730964787791'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enniovaltergano.blogspot.com/2009/12/ai-giovani-amici-del-blog.html' title='Ai giovani amici del blog'/><author><name>Ennio Valtergano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07056372512565047009</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5786537560838530139.post-7947090812234189132</id><published>2009-11-23T20:04:00.004+01:00</published><updated>2009-11-23T20:14:40.876+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Parliamo della presentazione al romanzo'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_VgCKJH-idZM/Swrb5dwlm4I/AAAAAAAAAAo/XuvrwW0ZN7g/s1600/copertina+signora+b.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/_VgCKJH-idZM/Swrb5dwlm4I/AAAAAAAAAAo/XuvrwW0ZN7g/s400/copertina+signora+b.JPG" yr="true" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="background-color: white; color: #990000; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;La copertina del romanzo&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5786537560838530139-7947090812234189132?l=enniovaltergano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enniovaltergano.blogspot.com/feeds/7947090812234189132/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5786537560838530139&amp;postID=7947090812234189132&amp;isPopup=true' title='41 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5786537560838530139/posts/default/7947090812234189132'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5786537560838530139/posts/default/7947090812234189132'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enniovaltergano.blogspot.com/2009/11/la-copertina-del-romanzo.html' title=''/><author><name>Ennio Valtergano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07056372512565047009</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_VgCKJH-idZM/Swrb5dwlm4I/AAAAAAAAAAo/XuvrwW0ZN7g/s72-c/copertina+signora+b.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>41</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5786537560838530139.post-5181882089327339674</id><published>2009-11-18T11:18:00.008+01:00</published><updated>2009-11-19T16:29:39.970+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Parliamo di storia'/><title type='text'>Il libro tra Medioevo e Rinascimento</title><content type='html'>Ficcare il naso nella storia del libro è un po’ come smuovere la polvere del tempo: si avverte subito un che di antico e di suggestivo; un che di misterioso, evocante immagini di luoghi chiusi e silenziosi.&lt;br /&gt;Oggi, nell’era di internet e delle biblioteche on-line, si sta perdendo il fascino del libro sfogliato tra le mani, la magia del contatto della pagina strofinata tra indice e pollice. Eppure, non molti secoli addietro, il libro costituiva una vera preziosità ed erano pochi quelli che potevano vantare il possesso di solo qualche decina di esemplari. I costi di un libro erano proibitivi, per via dei tempi necessari alla produzione e soprattutto per il materiale di supporto. Fino al XV secolo la pergamena era ancora il materiale preferito e la carta di stracci impiegherà qualche tempo per soppiantare la più antica – e nobile – antagonista, sebbene promettesse di ridurre i costi del 20 % almeno. Attestatosi già in Spagna nel corso del XII secolo e in Francia nel XIII, l’uso del nuovo materiale nel libro manoscritto si generalizzerà non prima del XIV secolo, ma solo in quello dopo, nel XV secolo, prenderà piede con una certa consistenza. Le ragioni della lenta diffusione del libro composto con fogli di carta sono di diversa natura. La prima è la scarsa resistenza del nuovo materiale di supporto, che rendeva il libro poco pregevole specie quando si trattava di testi importanti che sarebbero diventati oggetto di eredità. La seconda era legata prevalentemente al gusto raffinato dei pochi ricchi che potevano permettersi il lusso di collezionare oggetti così rari e pregiati e che vedevano nel libro fatto di fogli di pergamena un oggetto di distinzione, quasi un emblema attestante lo status di ‘sapiente’. Bisogna infatti considerare che gli uomini di cultura vissuti tra il Medioevo e il Rinascimento erano innanzi tutto uomini del sapere scritto e i libri rappresentavano tanto la base di tale sapere quanto il mezzo attraverso cui si trasmetteva. Purtroppo era anche un mezzo difficile e lungo da produrre e poi, come si è già detto, costoso.&lt;br /&gt;Da una pelle di pecora si potevano produrre non più di due, sedici fogli, a seconda del formato. Perciò, per comporre un libro di 160 fogli (320 pagine), a seconda delle dimensioni del volume, occorreva sacrificare da 10 a 80 pecore. Inoltre, la copiatura (eseguita a mano) era molto lenta. Si calcola che un copista di professione riuscisse a copiare appena due fogli e mezzo al giorno. Quindi, in un anno, un bravo copista riusciva a produrre cinque libri da duecento fogli. Per la riproduzione di mille volumi era necessario impiegare duecento uomini a tempo pieno.&lt;br /&gt;Il sistema delle &lt;em&gt;peciae&lt;/em&gt;, introdotto a Bologna e a Parigi fin dal XIII secolo, non migliorò di molto la situazione. I libri da copiare venivano spacchettati in fascicoli (le &lt;em&gt;peciae&lt;/em&gt;, appunto) e i fascicoli consegnati a diversi copisti. In questo modo, nel tempo necessario alla riproduzione di un solo volume se ne potevano ottenere tanti per quanti erano stati i volumi disassemblati. Tuttavia, tempi di produzione a parte, i costi restarono elevati: si è calcolato che nel 1400 il costo medio di un libro equivalesse a sette giorni di guadagno di un notaio regio. Dunque, un personaggio di elevato rango sociale poteva permettersi nel corso di venti anni di carriera l’acquisto di 200, 250 volumi al massimo. E infatti le collezioni private raramente superavano le poche decine di volumi e già in quel caso erano considerate degne di ammirazione. Una biblioteca che potesse vantare un centinaio di libri appariva addirittura stupefacente. Nel XV secolo il duca di Borgogna Filippo il Buono vantava il possesso di ben 880 volumi. Ma qui si parla di eccezioni rare. In generale, le collezioni private erano più modeste, per quanto quelle dei bibliofili incalliti fossero ugualmente importanti: Roger Benoîton, ex notaio regio divenuto canonico di Clermont, nel 1470 compila con orgoglio il catalogo ragionato dei 257 libri appartenenti alla sua collezione privata.&lt;br /&gt;Il problema dei costi restò inalterato sino a quando, nella metà del 1400, non fece il suo ingresso la stampa a caratteri mobili. La sua diffusione, però, fu ugualmente lenta e limitata soprattutto alla Germania. È soltanto a partire dal 1470 che i tipografi cominciano a emigrare altrove. Del resto, i torchi erano ancora piuttosto rari. Si valuta che a quel tempo quelli fuori del territorio tedesco fossero appena cinque o sei e quelli davvero promettenti soltanto due: quello di Venezia, dove dal 1469 si era stabilito Giovanni da Spira e quello di Parigi, grazie a Ulrich Gering di Costanza che vi aveva aperto un laboratorio insieme a due compagni nei pressi della Sorbona.&lt;br /&gt;A partire dagli ultimi due decenni del Quattrocento le stamperie aumentarono in tutta Europa ma non furono in grado di eliminare la copiatura a mano, che resistette fino all’inizio del XVI secolo. Anzi, quello scritto a mano conservò una netta supremazia sul libro stampato, registrando una proporzione nella composizione delle biblioteche a suo netto vantaggio ancora per qualche decennio.&lt;br /&gt;Ma ormai l’avventura del libro a caratteri mobili era cominciata e la sua diffusione sarebbe diventata ben presto inarrestabile, continuando fino a oggi, all’era dell’informatica e dell’informazione multimediale.&lt;br /&gt;Per quanto tempo ancora il libro stampato manterrà l’attrattiva e il fascino – se si vuole, anche il romanticismo – legato al fruscio delle pagine che scivolano fra le dita?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5786537560838530139-5181882089327339674?l=enniovaltergano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enniovaltergano.blogspot.com/feeds/5181882089327339674/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5786537560838530139&amp;postID=5181882089327339674&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5786537560838530139/posts/default/5181882089327339674'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5786537560838530139/posts/default/5181882089327339674'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enniovaltergano.blogspot.com/2009/11/il-libro-tra-medioevo-e-rinscimento.html' title='Il libro tra Medioevo e Rinascimento'/><author><name>Ennio Valtergano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07056372512565047009</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5786537560838530139.post-5899819456333565854</id><published>2009-11-13T16:01:00.001+01:00</published><updated>2009-11-14T17:12:53.987+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sulla zattera del futuro'/><title type='text'>Uno spazio per i giovani</title><content type='html'>Mi rivolgo a voi, ragazze e ragazzi non ancora intaccati dalla fuliggine del tempo e dalle storture di un mondo che non sempre&amp;nbsp;va come dovrebbe.&lt;br /&gt;Questo spazio è dedicato a voi, perché possiate esprimere liberamente le vostre idee, sempre però salvaguardando il rispetto reciproco e quello verso le persone che vi leggono. Perciò, non sono ammesse parolacce (che tra l'altro sono inutili: certe cose si possono dire lo stesso&amp;nbsp;in modo efficace); non sono ammessi insulti, ma&amp;nbsp;diritto e&amp;nbsp;libertà di critica, purché motivata,&amp;nbsp;sono benvenuti; non sono neppure ammessi attacchi personali: le opinioni, quando opportuno, devono attaccare i fatti.&lt;br /&gt;Le regole che vi chiedo di seguire sono tutte qui e non sono difficili da accettare.&amp;nbsp;Gli argomenti di discussione, invece, potrete deciderli voi, tutt'alpiù lo faremo insieme.&lt;br /&gt;Ditemi cosa ne pensate, commentando direttamente sul blog. Esprimete la vostra opinione&amp;nbsp;sotto questo post.&lt;br /&gt;Vi aspetto, allora.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5786537560838530139-5899819456333565854?l=enniovaltergano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enniovaltergano.blogspot.com/feeds/5899819456333565854/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5786537560838530139&amp;postID=5899819456333565854&amp;isPopup=true' title='56 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5786537560838530139/posts/default/5899819456333565854'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5786537560838530139/posts/default/5899819456333565854'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enniovaltergano.blogspot.com/2009/11/uno-spazio-per-i-giovani.html' title='Uno spazio per i giovani'/><author><name>Ennio Valtergano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07056372512565047009</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>56</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5786537560838530139.post-8079094683460659934</id><published>2009-11-03T23:31:00.001+01:00</published><updated>2009-11-14T16:50:55.777+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Parlando sul treno'/><title type='text'>Il treno</title><content type='html'>Cari amici, vi sottopongo una riflessione serale.&lt;br /&gt;Non pare anche a voi che il blog (non necessariamente questo) sia come un treno?&lt;br /&gt;Mi spiego.&lt;br /&gt;Immaginate per un momento di essere un viaggiatore su un treno a lunga percorrenza e voi state appunto facendo un viaggio lungo.&lt;br /&gt;Alcuni dei passeggeri fanno lo stesso vostro viaggio; qualcun altro&amp;nbsp;sale alla stazione dopo la vostra per coprire anch'egli una lunga tratta; molti, invece, montano sul treno a una stazione per scendere a quella successiva o a quella dopo ancora. Con quelli che, come accade per alcuni di voi, stanno facendo un viaggio lungo, si può anche instaurare una discussione articolata che va a toccare più punti. Con gli altri, quelli che scendono subito dopo o quasi, ci si scambia appena qualche battuta. Tuttavia, la maggior parte dei viaggiatori se ne sta per i fatti suoi, anche se il viaggio è lungo come il vostro. Spesso li vedete girarsi dalla vostra parte, vi guardano, ascoltano quello che state dicendo con i compagni di viaggio che vi stanno nelle immediate vicinanze ma non accennano a parlare.&lt;br /&gt;Ecco, per il numero di visitatori che frequentano il blog, provo a volte la sensazione di essere su un treno: molti salgono, scambiano qualche parola, poi scendono e non si sentono più, lasciando quella strana sensazione che è propria degli incontri incompiuti: avrebbero potuto essere e non sono stati. Così mi vengono in mente i tanti che hanno compiuto un'apparizione fugace: penso, ad esempio, a Sal, a Milascolano, a Nonna Gina, a Erika, a Rosaria, a Giulia, a Yang e ai tantissimi altri che si sono avvicendati o che magari continuano ad avvicendarsi, ma in silenzio.&lt;br /&gt;Allora mi stava venendo in mente di rivolgervi una domanda: non sarebbe bello se, indipendentemente dalla distanza che dobbiamo coprire insieme, provassimo a socializzare un po’ di più? Ma poi mi sono ricordato che non di rado, proprio come accade su un treno, i tentativi volti ad “attaccare bottoni” generano un senso di fastidio. Forse perché siamo ormai abituati a stare ogni giorno immersi in una folla di indifferenti e ogni timido approccio volto a stabilire un contatto viene interpretato come un tentativo indebito di violare il proprio sacrosanto diritto a starsene per i fatti propri. &lt;br /&gt;O no?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5786537560838530139-8079094683460659934?l=enniovaltergano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enniovaltergano.blogspot.com/feeds/8079094683460659934/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5786537560838530139&amp;postID=8079094683460659934&amp;isPopup=true' title='124 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5786537560838530139/posts/default/8079094683460659934'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5786537560838530139/posts/default/8079094683460659934'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enniovaltergano.blogspot.com/2009/11/il-treno.html' title='Il treno'/><author><name>Ennio Valtergano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07056372512565047009</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>124</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5786537560838530139.post-8414691641307082748</id><published>2009-10-28T09:51:00.005+01:00</published><updated>2009-10-28T12:17:20.159+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Parliamo e basta'/><title type='text'>Una precisazione doverosa</title><content type='html'>È opportuno, oltre che doveroso, restituire al blog la propria connotazione d’origine e il carattere col quale si era presentato al pubblico già all’esordio: un blog nato per stabilire con potenziali lettori un contatto diretto e discutere con loro, amichevolmente, dei temi correlati a un evento letterario per altro ancora in gestazione. Ma più ancora che questo, e semmai approfittando dell’opportunità offerta dall’evento stesso, vi era – e vi è tuttora – l’idea di offrire uno spazio aperto, non delimitato da confini ideologici di alcun tipo, all’interno del quale confrontarsi con l’attitudine a comunicare, ma anche e soprattutto con la disponibilità ad ascoltare. Dunque, non un’arena di scontro, e men che mai un palcoscenico sul quale rappresentare rivendicazioni apologetiche fuori programma.&lt;br /&gt;D’altra parte, è comprensibile che su taluni periodi che hanno segnato anche tragicamente il percorso della nostra civiltà vi possano essere difformità di interpretazione e prese di posizione accalorate: è umano, anche se scientificamente discutibile. L’affermazione secondo la quale “la storia non è mai disgiunta dagli uomini che la fanno” è da sottoscrivere senza riserve. Così pure, aggiungo, le istituzioni, tutte le istituzioni, in ogni epoca e a qualunque settore della famiglia umana si riferiscano, siano esse religiose, politiche, sociali, non sono entità astratte – “reificate” si direbbe in sociologia – ma espressione, nel bene come nel male, nella grandezza come nella miseria umana, degli uomini che le attraversano e le attualizzano storicamente. La storia, l’antropologia culturale, la sociologia, unitamente ad altre discipline, costituiscono mezzi di indagine potenti; l’uso accorto, equilibrato e non strumentale di essi consente, tra l’altro, di mettere a punto chiavi di lettura imparziali e dunque determina, per l’osservatore che se ne voglia servire, una posizione privilegiata e&amp;nbsp;caratterizzata dal necessario distacco valutativo assolutamente indispensabile quando si sia interessati a comprendere, e non a giudicare, i processi e i fatti relativi al cammino dell’uomo sul pianeta. &lt;br /&gt;Le istituzioni umane – perché tutte le istituzioni sono umane – non nascono per atto creativo autonomo e spontaneo; allo stesso modo, il portato culturale che ne costituisce il patrimonio non è “preconfezionato” e pronto all’uso neppure quando trae origine da miti antecedenti. Esso si stratifica nel tempo, in virtù degli apporti successivi di coloro che rappresentano le istituzioni ai diversi livelli. Pertanto, la loro storia&amp;nbsp;non può che essere&amp;nbsp;la storia dei fatti da esse prodotti e i fatti, come è stato già ricordato, a loro volta non possono essere disgiunti dagli uomini. Che poi accada, talvolta o spesso (storicamente non si può fare altro che prenderne atto), che quegli stessi fatti siano riconducibili alla “bestialità egoreferente”, come pure è stato efficacemente puntualizzato, tutto ciò non deve sorprendere e soprattutto non deve indurre al ripiegamento su posizioni mistificanti o giustificative. L’essere umano non è né divino né diabolico o, se si preferisce, è l’una e l’altra cosa insieme. Personalmente sono propenso a ritenere che l’essere umano, e con esso la specie umana, sia semplicemente in itinere, dotato però del potere di esercitare scelte libere; dunque conserva insieme alla libertà anche la responsabilità dei propri atti. Responsabilità che non può essere esorcizzata scaricandola su fattori esterni, siano essi naturali o presunti divini.&lt;br /&gt;Tutto questo detto, a nessuno è chiesto di condividere una posizione o un’altra: riconoscersi in questa o quella idea fa parte del percorso individuale, il quale è conseguenza della propria storia ed è strettamente omologo alla struttura individuale e alla sua natura . E già questo, di per sé,&amp;nbsp;dovrebbe essere&amp;nbsp;bastevole di rispetto. Allo stesso tempo, tuttavia, a nessuno è neppure chiesto di giudicare questa o quella posizione. Questo blog, che è bene non dimenticare prende spunto da una iniziativa che pretende di considerarsi culturale,&amp;nbsp;vuole essere una casa di tutti, ma di tutti quelli che si riconoscono nel rispetto reciproco e nella tolleranza, che non è intesa, almeno da chi scrive, come ipocrita accondiscendenza ma come prerequisito indispensabile di apertura. Occorre forse ripeterlo: il confronto, anche se duro, non necessariamente deve degenerare nello scontro, e mai in quello personale. Il confronto sulle diversità di vedute porta all’allargamento dell’orizzonte visivo e questo è oggettivamente un arricchimento.&lt;br /&gt;Chi pensa di potersi allineare a queste poche indicazioni di civile convivenza è benvenuto. Diversamente, conserva tutta la libertà di andare a bussare ad altre porte ed entrare in altre case, ove sicuramente troverà ambienti e ospiti consoni alle proprie attitudini.&lt;br /&gt;Sgombrato in tal modo il terreno da equivoci presenti e futuri, il vostro Ennio vi aspetta con l’entusiasmo e l’interesse di sempre.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5786537560838530139-8414691641307082748?l=enniovaltergano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enniovaltergano.blogspot.com/feeds/8414691641307082748/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5786537560838530139&amp;postID=8414691641307082748&amp;isPopup=true' title='17 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5786537560838530139/posts/default/8414691641307082748'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5786537560838530139/posts/default/8414691641307082748'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enniovaltergano.blogspot.com/2009/10/una-precisazione-doverosa.html' title='Una precisazione doverosa'/><author><name>Ennio Valtergano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07056372512565047009</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>17</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5786537560838530139.post-3423633195740081522</id><published>2009-10-17T00:52:00.001+02:00</published><updated>2009-10-17T00:52:30.249+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Parliamo e basta'/><title type='text'>Uno spazio per il dialogo</title><content type='html'>Cari amici,&lt;br /&gt;da un lato non posso che dirmi lusingato dell'inaspettato numero di contatti giornalieri: vuol dire che ci siete e vi state affezionando a questo piccolo angolo virtuale. Dall'altro, tuttavia, devo registrare una certa ritrosia nell'inserimento dei commenti. Eppure questo blog è nato proprio con l'idea di favorire un contatto fra voi e me e fra voi stessi. Alla ricerca di una ragione possibile, ho immaginato che indirizzare la vostra attenzione su temi predeterminati possa rappresentare in qualche modo una sorta di vincolo che non stimola l'impulso a partecipare attivamente. Per questo, ho pensato di introdurre nel blog uno spazio libero, non agganciato a questo o a quell'argomento, e ho voluto chiamarlo "Uno spazio per il dialogo", collegato all'etichetta "parliamo e basta". &lt;br /&gt;Qui potrete esprimere la vostra opinione su qualunque cosa vi passi per la mente, purché attinente al carattere generale del blog e alla sua ispirazione di fondo. In particolare, ho immaginato questo nuovo spazio come l'angolo della strada, un luogo ove si ritrovano amici che hanno voglia di scambiare quattro chiacchere fra loro e intendono improntare lo scambio al rispetto reciproco e alla disponibilità ad ascoltare e a discutere opinioni diverse da quelle personali.&lt;br /&gt;Dunque, come ho detto in apertura, potrete parlare con me e tra di voi. &lt;br /&gt;Ovviamente, devo dare per scontato che i miei lettori non abuseranno dell'occasione e delle tentazioni offerte dall'anonimato. In ogni caso, mi faccio carico del ruolo di moderatore e di intervenire ove necessario.&lt;br /&gt;Approfittate dell'occasione e date un calcio alla timidezza o all'indifferenza. Pensare che sia inutile scrivere, "tanto lo farà qualcun altro" è un errore: ciò che abbiamo da dire noi, per come noi lo pensiamo, non può farlo nessun altro.&lt;br /&gt;A presto, allora: l'angolo della strada ci aspetta.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5786537560838530139-3423633195740081522?l=enniovaltergano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enniovaltergano.blogspot.com/feeds/3423633195740081522/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5786537560838530139&amp;postID=3423633195740081522&amp;isPopup=true' title='32 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5786537560838530139/posts/default/3423633195740081522'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5786537560838530139/posts/default/3423633195740081522'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enniovaltergano.blogspot.com/2009/10/uno-spazio-per-il-dialogo.html' title='Uno spazio per il dialogo'/><author><name>Ennio Valtergano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07056372512565047009</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>32</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5786537560838530139.post-3764824839887349292</id><published>2009-10-12T21:16:00.009+02:00</published><updated>2009-10-14T22:04:45.122+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Parliamo di storia'/><title type='text'>La signora del borgo: il contesto storico</title><content type='html'>&lt;span style="color: #073763;"&gt;&lt;strong&gt;Premessa&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Un mio docente di università soleva dire che le idee di Platone stanno lì appese come i provoloni, nel senso che, secondo lui, non avrebbero una base di appoggio né una contiguità con quello che ne dovrebbe conseguire. Insomma, un modo pittoresco e gustoso per dire che sono campate in aria.&lt;br /&gt;Io non mi permetto di entrare nel merito (non voglio far torto a Platone e nemmeno al mio salace docente), soltanto non vorrei che vicende e personaggi del romanzo diventassero anch’essi provoloni per andare a far compagnia a quelli già pendenti. Intendo dire che, come i personaggi e i fatti di una rappresentazione teatrale hanno bisogno di una scena sullo sfondo della quale proiettarsi, altrettanto accade per quelli di un romanzo: il lettore deve poterli collocare immediatamente e senza nebulosità in un contesto temporale ben delineato. Sennò come fa a immaginarseli vivi e concreti…&lt;br /&gt;Per questo, ho deciso di arricchire il blog con qualche notizia storica attinente al periodo e ai luoghi per come essi erano al tempo cui si riferisce la narrazione, nella presunzione che il mio eroico visitatore non si scoraggi alle prime righe e abbia la pazienza di arrivare fino in fondo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #134f5c;"&gt;L’assetto politico in Italia alla fine del Quattrocento&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Il periodo coperto dalla narrazione, che si estende tra il 1490 e il 1494, è segnato da alcuni importanti avvenimenti: primi fra tutti, la scoperta delle terre oltre oceano, la morte a Firenze di Lorenzo dei Medici e l’ascesa al soglio pontificio di papa Rodrigo Borgia col nome di Alessandro VI. A differenza delle altre nazioni europee, dove vanno consolidandosi stati centrali di grandi dimensioni, l’Italia resta frammentata in una pletora di staterelli fra cui i più importanti per estensione e influenza politica, sono: &lt;br /&gt;il Regno di Napoli, che si estende dall’attuale Abruzzo fino alla Sicilia e alla Sardegna, espressione della monarchia aragonese;&lt;br /&gt;lo Stato della Chiesa, comprendente approssimativamente il Lazio, le Marche e l’Emilia-Romagna; &lt;br /&gt;la repubblica di Firenze, sottoposta alla signoria dei Medici;&lt;br /&gt;il Ducato di Milano, governato dalla dinastia degli Sforza, che copre quasi tutta l’attuale Lombardia sino a toccare, nella parte più meridionale, la repubblica fiorentina;&lt;br /&gt;la Repubblica di Venezia, che può vantare un assetto governativo stabile e perseguire in tal modo una politica di supremazia.&lt;br /&gt;Altre entità sovrane sono il Ducato di Mantova, governato dai Gonzaga, il Ducato di Ferrara, sottomesso alla signoria degli Estensi, la Repubblica di Genova, la piccola Repubblica di Lucca e quella di Siena.&lt;br /&gt;Per ciò che attiene alla narrazione, è opportuno puntare l’attenzione sullo Stato della Chiesa per il quale vige una condizione che lo differenzia ulteriormente dalle entità politiche citate prima. Il problema centrale è rappresentato dal fatto che a Roma non poteva esserci una dinastia e questo indeboliva indubbiamente il potere centrale. Di fatto, i singoli signori dello Stato della Chiesa, che detenevano il potere in questa o quella città, rappresentavano l’ultima propaggine del sistema feudale: in pratica si consideravano alla stregua di principi indipendenti e perciò poco inclini a sottomettersi a un’autorità centrale. Tale stato di cose era poi aggravato da un ulteriore elemento di debolezza: l’adozione da parte del pontefice di una politica nepotistica la quale, più che mirare a distribuire cariche e uffici ecclesiastici ai propri parenti, tendeva a costituire all’interno dello stesso stato dei domini indipendenti e personali da assegnare ai familiari del papa. A questo riguardo, resta emblematico il ruolo giocato da Rodrigo Borgia (papa Alessandro VI) a favore del figlio Cesare Borgia (il duca Valentino). Val la pena ricordare che il papa in questione era già fortemente discusso perché accusato di aver guadagnato il soglio pontificio a seguito di pratiche di simonia.&lt;br /&gt;L’instabilità endemica degli stati italiani è aggravata dalla morte di Lorenzo dei Medici, che va a rompere il delicato gioco di equilibri tutto incardinato sulla collaborazione tra Milano, Firenze e Napoli. La scomparsa del signore di Firenze rende più problematica un’intesa già precaria a causa del progressivo deteriorarsi dei rapporti tra gli Sforza e il Regno di Napoli. Tutto questo accade proprio alla vigilia dell’ingresso in Italia di Carlo VIII, il re francese forte di un esercito di circa quattromila uomini, il cui intervento è invocato dagli oppositori agli Sforza, alla famiglia medicea, agli stessi aragonesi e, infine, ai Borgia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #134f5c;"&gt;La Marca Anconetana al tramonto del XV secolo&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Il territorio marchigiano rappresenta un’ulteriore frammentazione all’interno del già frammentato Stato Pontificio e le scaramucce tra le diverse famiglie che si contendono il predominio non sono rare. A garantire un minimo di stabilità, se non proprio di unità, provvedono le Costituzioni Egidiane, vigenti sin dal 1357 e promulgate a Fano a opera del cardinale Egidio Albornoz, vicario generale degli stati pontifici. &lt;br /&gt;Le Costituzioni, rappresentano una raccolta di leggi suddivise in sei libri. Queste, oltre a elencare le disposizioni papali emanate nel tempo, tendono a disciplinare i rapporti tra i diversi signori e tra loro e il papato.&lt;br /&gt;I territori della Marca sono smembrati in signorie che fanno capo alle famiglie più importanti dell’epoca, che sono:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;i &lt;strong&gt;Malatesta&lt;/strong&gt; a Rimini e a Pesaro. Ottennero la signoria nel 1295 e la mantennero fino al 1503,&lt;br /&gt;quando cadde a opera di Cesare Borgia. Uno degli esponenti più importanti della famiglia, Roberto Malatesta, fu visto combattere in diverse occasioni a fianco di Federico da Montefeltro, del quale aveva sposato la figlia secondogenita Elisabetta rimasta poi vedova nel 1482. In seguito al lutto, Elisabetta si ritirò nel convento delle clarisse a Urbino. &lt;br /&gt;Elisabetta da Montefeltro è uno dei personaggi secondari del romanzo: il periodo della sua permanenza nel convento di Urbino corrisponde agli anni della narrazione; coincidenti, e storicamente accertati, sono anche alcuni particolari ai quali si fa cenno nel romanzo; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;i&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Montefeltro&lt;/strong&gt; a Urbino, ove la signoria si consolidò a partire dal 1234. Con Federico di Montefeltro la città di Urbino vive un periodo di grande splendore e il prestigio dei Montefeltro si accresce, tant’è che nel 1444 quella che in origine era una contea diventa un ducato. Nel 1472 a Federico succede il figlio Guidubaldo (anch’egli citato nel corso della narrazione), che resta al potere fino al 1502, quando le terre del ducato sono invase da Cesare Borgia;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;i&amp;nbsp;&lt;strong&gt;da Varano&lt;/strong&gt;, signori di Camerino sin dal 1259. Ottengono il massimo splendore alla fine del ‘400.&lt;br /&gt;Camerino è un centro pieno di fermento culturale e può vantare una università di prestigio, la cui fama è dovuta soprattutto alla straordinaria fioritura degli studi giuridici. Testimoni del tempo, ad esempio Cino da Pistoia, riportano che non era raro trovare scuole giuridiche attive addirittura nei borghi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’economia della marca non è molto fiorente, anche perché il periodo è funestato dall’alternarsi delle pestilenze che vanno a impoverire progressivamente la forza lavoro. L’eccezione, all’interno di un contesto sociale ed economico se non depresso certamente neppure florido, è forse rappresentata da Macerata che, liberatasi a metà del secolo dal giogo degli Sforza, si sottomette di nuovo allo Stato della Chiesa ottenendo in cambio l’istituzione permanente della Corte Generale de lo Rectore de Sancta Chiesa e divenendo ufficialmente capoluogo della Marca Anconetana. Da allora viene dato il via alla trasformazione della città che, da centro prevalentemente agricolo, evolve in centro politico-burocratico della regione. È in quello stesso periodo che si assiste a un imponente flusso immigratorio che porta nei territori maceratesi una pletora di impiegati, notai, magistrati, soldati, ecclesiastici, ma anche spie e personaggi di dubbia reputazione. &lt;br /&gt;In ogni caso, l’avvenimento provoca un forte impulso anche a livello economico ed urbanistico: l’afflusso di maestranze lombarde verificatosi nei primi anni del secolo trova l’ambiente adatto a uno stabile insediamento e all’avvio di importanti opere pubbliche e private.&lt;br /&gt;In sintesi, se si eccettua un certo fermento dovuto all’edilizia e in particolare alla realizzazione dei nuovi sistemi di difesa delle città più importanti – le armi da fuoco (principalmente bombarde) avevano già fatto la loro comparsa –, se ne può concludere che l’economia dei territori marchigiani ruota sulle attività di sempre: agricoltura, artigianato e commercio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #134f5c;"&gt;Cultura e idee nella vita quotidiana tra fine Quattrocento e inizio Cinquecento&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Nel corso dell’intero medioevo l’unica istituzione che aveva garantito continuità culturale era stata la Chiesa. Ma, all’epoca dei fatti narrati nel romanzo, a partire da ormai circa tre secoli si è verificato un evento che ha rivoluzionato il sapere, in antecedenza basato tutto sulla visione del mondo dettata da Agostino di Ippona e dai Padri della Chiesa: si sono riscoperte le opere di Aristotele e, con esse, la sua “fisica”. La natura, cioè, è ritornata a essere quella entità nella quale accadono i fenomeni osservabili e anche la sperimentazione è diventata da qualche tempo uno strumento di conoscenza. Questo nuovo approccio ha portato però a separare irrimediabilmente il mondo naturale, quello dei fenomeni che cadono sotto i sensi, dal mondo divino e soprannaturale, che resta di esclusiva pertinenza di Dio e del suo unico Figlio. Di questo mondo, imperscrutabile e inaccessibile all’intelletto umano, i soli e legittimi intermediari sono la Chiesa con i suoi ministri. Sennonché, all’epoca dei fatti narrati nel romanzo e già da molti decenni, la corruzione della Chiesa e delle sue strutture di governo è sotto gli occhi di tutti: nepotismo, simonia, rapacità di un clero avido e insaziabile hanno alimentato la frattura creatasi sul piano filosofico, trasferendola di fatto nella dimensione del quotidiano. Se nel mondo dei dotti si fa sentire l’esigenza di ricomporre materia e spirito (il fiorire delle idee neoplatoniche e magiche dilaga fino a generare defezioni nello stesso corpo della Chiesa), nella mentalità della gente semplice l’inconoscibile apre ampi spazi alla rievocazione di credenze e pratiche di stampo pagano. E così, se non proprio la stregoneria, di sicuro la magia popolare, l’astrologia (che tra l’altro viene insegnata nelle università alla pari di altre discipline), l’alchimia e tutto un insieme di pratiche empiriche ataviche e arcaiche diventano patrimonio del vivere quotidiano.&lt;br /&gt;In particolare sul territorio dell’Italia centrale e di quello umbro-marchigiano tali pratiche sono enormemente diffuse: nel 1452 l’intera popolazione di Montemonaco, un paese dei monti sibillini, a partire dai priori fino all’ultimo dei popolani, viene processata con l’accusa di aver dato ospitalità a frotte di negromanti e di aver partecipato essa stessa a pratiche stregoniche. Per fortuna della popolazione, il processo si conclude con un’assoluzione generale in quanto non si sono potute raccogliere ed esibire prove oggettive a sostegno dell’accusa.&lt;br /&gt;Quello del rigore formale dei processi è un altro degli aspetti dei quali tener conto: le risultanze storiche mostrano senza ombra di dubbio che più che i tribunali dell’Inquisizione, furono quelli della giustizia secolare a produrre il numero maggiore di sentenze di condanna seguite dalla pena capitale. In generale, l’inquisitore era mosso da un interesse, diremmo così, antropologico: lo scopo era comprendere la natura della devianza e le cause che l’avevano prodotta, con l’obiettivo principale di verificare se vi fossero spazi per il recupero dell’accusato e la sua reintegrazione nel corpo della Chiesa. D’altra parte, è anche vero che la Chiesa avesse ben altro di cui preoccuparsi che non di pratiche giudicate per lo più retaggio di una mentalità superstiziosa e, in fin dei conti, innocua. Ciò nonostante, non va neppure dimenticato che proprio nella seconda metà del Quattrocento (tra il 1486 e il 1487, per la precisione) viene redatto da due domenicani il famigerato Malleus maleficarum, vero e proprio manuale che servirà da guida per il riconoscimento delle streghe, vere o presunte che fossero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In estrema sintesi, e seppure con tutte le approssimazioni che solo la rapidità della ricognizione può forse giustificare, quello qui tracciato è lo sfondo sul quale si proiettano vita e vicende dei personaggi del romanzo e a questo punto la speranza è che il futuro lettore, leggendolo, non ne tragga la sensazione di avere a che fare con entità sospese a mezz’aria.&lt;br /&gt;Come i provoloni, appunto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5786537560838530139-3764824839887349292?l=enniovaltergano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enniovaltergano.blogspot.com/feeds/3764824839887349292/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5786537560838530139&amp;postID=3764824839887349292&amp;isPopup=true' title='28 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5786537560838530139/posts/default/3764824839887349292'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5786537560838530139/posts/default/3764824839887349292'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enniovaltergano.blogspot.com/2009/10/la-signora-del-borgo-il-contesto.html' title='La signora del borgo: il contesto storico'/><author><name>Ennio Valtergano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07056372512565047009</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>28</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5786537560838530139.post-1230332489979227877</id><published>2009-10-10T19:38:00.004+02:00</published><updated>2009-10-10T20:13:37.810+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Parliamo di trama'/><title type='text'>Qualcosa in più sulla trama</title><content type='html'>Cari amici, &lt;br /&gt;come vi avevo anticipato qua e là, inserisco questo post per darvi qualche indizio in più sulla trama del romanzo. Vi avverto però che dovrete accontentarvi di questo, perché di più non posso (oltre che non preferisco)  fare. Perciò, gustatevi questo poco in attesa del tutto...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Figlia di modesti artigiani di un piccolo borgo marchigiano, Giselle non si rassegna al destino che la società del primo Rinascimento traccia per una donna di umili condizioni. L’incontro con Eliside, la Signora, segna il punto di svolta e la giovane ad appena sedici anni inizia un percorso che la sradicherà dalle proprie origini per condurla progressivamente a identificarsi con una dimensione del femminile arcaica quanto inimmaginabile. Ma il tracciato stabilito dal fato non è lineare e, a cammino appena iniziato, la vita di Giselle si intreccia con le traiettorie di altre esistenze. Così, coinvolta per caso in un fatto di sangue, la giovane viene avviluppata in un groviglio di vicende costellate da una sequenza di morti misteriose fino a trovarsi di fronte all’Inquisizione per rispondere dell’accusa di eresia e di pratica della magia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5786537560838530139-1230332489979227877?l=enniovaltergano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enniovaltergano.blogspot.com/feeds/1230332489979227877/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5786537560838530139&amp;postID=1230332489979227877&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5786537560838530139/posts/default/1230332489979227877'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5786537560838530139/posts/default/1230332489979227877'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enniovaltergano.blogspot.com/2009/10/qualcosa-in-piu-sulla-trama.html' title='Qualcosa in più sulla trama'/><author><name>Ennio Valtergano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07056372512565047009</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5786537560838530139.post-8661135747466673135</id><published>2009-10-01T12:31:00.002+02:00</published><updated>2009-10-10T20:14:08.029+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Parliamo di personaggi'/><title type='text'>La signora del borgo: i personaggi del romanzo</title><content type='html'>Cari amici, vi presento i personaggi principali del romanzo. &lt;br /&gt;Li tratteggerò appena, in modo da non privarvi del piacere di scoprirli da voi stessi poco alla volta, per come appaiono, si strutturano e crescono nel corso della narrazione. Considerate che i personaggi sono vivi, quindi sono soggetti a mutare in funzione delle vicende che attraversano. Per alcuni di loro quelle stesse vicende fanno da cavatappi: fanno saltare il turacciolo della vernice di facciata e così la natura vera, quella profonda e nascosta sotto la maschera quotidiana e condivisa con le altre maschere sociali, si manifesta per quella che è, in un senso o nell’altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comincio da &lt;strong&gt;Giselle&lt;/strong&gt;, la protagonista.&lt;br /&gt;Si tratta di una ragazza di umili origini, ma con la fortuna di possedere un minimo di istruzione che le è stata trasmessa dalla nonna. Giselle appartiene a una famiglia di artigiani che fabbrica cesti e cose simili. Non disdegna il lavoro, ma avverte impellente l’impulso a dare un senso diverso alla propria esistenza e sente che la sua vita punta in altra direzione. L’incontro con Eliside, che avviene in circostanze drammatiche, è determinante. Da quel momento la giovane si avvia lungo la direttrice che la porterà verso il proprio destino, quello che lei stessa ha voluto in qualche modo coagulare con la determinazione del carattere e la consapevolezza delle scelte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Eliside&lt;/strong&gt; è “la Signora”. Di lei si sa poco o nulla. La gente del borgo va raccontando che sia dotata di poteri sovrannaturali. Fatto sta che certi suoi interventi a favore di chi soffre appaiono straordinari, per non dire miracolosi. È una donna senza età e senza tempo. Ma è veramente soltanto una donna? Per il modo silenzioso e fattivo che dimostra nel determinare il corso degli eventi si direbbe una “tessitrice”: sembrerebbe infatti che l’ordito e la trama degli avvenimenti intrecciati sul telaio della vita le siano noti sin negli interstizi più reconditi e imperscrutabili, là dove lo sguardo dell’uomo comune non è in grado di arrivare…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Cecco Tolomei&lt;/strong&gt; è un giovane studente di medicina. Figlio del notaio della cittadella, è spensierato e simpatico. L’incontro con Giselle segnerà un punto di svolta inaspettato: da quel momento la traiettoria della sua vita e quella della vita della giovane paiono accomunati da un identico disegno che passa attraverso i tenebrosi meandri delle passioni umane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Corinda dei Baldi Contini&lt;/strong&gt; è la madre di Cecco. Soggetta alla figura imponente e per certi versi oppressiva del marito, il notaio Ugo Tolomei, vive la condizione di donna e il ruolo di moglie in ossequio alle regole e alle aspettative della società del tempo. Fino a quando…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Lucrezia Zanghi&lt;/strong&gt;, amica di Eliside e poi di Giselle è una donna emancipata, dallo spirito libero e indipendente. Vivace, intelligente e pronta, non fa venire meno il proprio sostegno ogni volta che le circostanze lo richiedono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Claretta&lt;/strong&gt; è l’amica d’infanzia di Giselle, dalla quale la separa il carattere diametralmente opposto, così come è opposta la visione che ha dell’esistenza e dello scopo della vita. Si direbbe una ragazza comune, se non fosse che comuni le vicende attraversate dall’amica Giselle non lo siano affatto. E le vicende di un’amica d’infanzia non possono non toccarla…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Uberto&lt;/strong&gt; è il fratello “difficile” di Giselle. Più che gli incontri, nel suo caso diventano determinanti le circostanze, che lo portano a giocare un ruolo centrale manovrato dalle forze insondabili generate dall’intersezione delle traiettorie individuali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Don Costanzo Guiderdini&lt;/strong&gt; è il magistrato della cittadella. Odia insetti e ragni, verso i quali nutre una vera e propria avversione. Chiamato a investigare su una lunga e misteriosa catena di delitti che insanguinano le contrade governate dal signore della cittadella, si trova di fronte a sviluppi impensati e travolgenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Sua Grazia&lt;/strong&gt; è il signore della cittadella. Resta senza nome per l’intera durata del romanzo (forse ne avrà uno in seguito?). Convinto assertore della giustizia, è costretto a districarsi fra ragioni di opportunità politica (la cittadella si trova in un punto imprecisato fra l’Umbria e la Marca Anconetana, entrambe sotto il dominio della Chiesa) e piccole miserie umane. È un personaggio destinato a crescere…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Capitan Sparviero&lt;/strong&gt; è il capitano delle guardie della cittadella. Il nomignolo gli viene dalla particolare espressione del viso, che ricorda quella di un uccello rapace. Il suo modo di fare è rude, da buon militare; tuttavia è leale e fidato. Anche per lui diventa impossibile opporsi alla forza delle vicende, così è spinto a passare dalle lenzuola del letto di Gelinda (insolita figura di donna di piacere), alle incombenze che gli derivano dal ruolo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Don Tonino&lt;/strong&gt; è il curato cui sono state affidate le anime degli abitanti del borgo e dei contadini del fondovalle. Ormai piuttosto avanti negli anni, vorrebbe vivere in tranquillità gli ultimi scampoli di esistenza; sennonché, l’imprevedibilità della vita lo costringe, quando meno se lo aspetta, a portare sulle spalle un pesante fardello.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Anselmo da Sassoferrato&lt;/strong&gt; è l’inquisitore. Figura indecifrabile, ha i propri inamovibili riferimenti nella certezza della fede e nella forza del diritto. Per lui l’incontro con Giselle è sconvolgente: il frate si rende conto, drammaticamente, che il significato della propria esistenza è appeso al filo di un giudizio…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi, cari amici, i personaggi centrali del romanzo. Ma ve ne sono molti, molti altri che incontrerete nel corso della lettura. Per ragioni di spazio e per non abusare più del dovuto della vostra pazienza sono costretto a fermarmi a “quella sporca dozzina”, procurando così un torto a quelli che, come il vescovo (Sua Eminenza), Mastro Ricuccio, l’ebanista del borgo, la Gorgona e Flora, detenute nelle prigioni della cittadella, e altri avrebbero ben meritato un pizzico di attenzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A presto, dunque. Sono impaziente di leggere i vostri commenti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5786537560838530139-8661135747466673135?l=enniovaltergano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enniovaltergano.blogspot.com/feeds/8661135747466673135/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5786537560838530139&amp;postID=8661135747466673135&amp;isPopup=true' title='36 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5786537560838530139/posts/default/8661135747466673135'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5786537560838530139/posts/default/8661135747466673135'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enniovaltergano.blogspot.com/2009/10/la-signora-del-borgo-i-personaggi-del.html' title='La signora del borgo: i personaggi del romanzo'/><author><name>Ennio Valtergano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07056372512565047009</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>36</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5786537560838530139.post-2357309329852209671</id><published>2009-09-30T12:50:00.002+02:00</published><updated>2009-10-10T20:15:26.774+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Parliamo di trama'/><title type='text'>La signora del borgo: la trama</title><content type='html'>Amici lettori, questo spazio è dedicato ai vostri commenti sulla trama. &lt;br /&gt;Ovviamente, al momento non posso anticipare nulla, se non che la protagonista, Giselle, nella ricerca di una dimensione di donna che l'appaghi, si trova ad attraversare la realtà cruda della quotidianità, fatta di aspirazioni e adattamenti, di incontri e circostanze, alcune di queste drammatiche, che mettono a dura prova la sua determinazione.&amp;nbsp;Nella struttura della narrazione gli&amp;nbsp;incontri sono determinanti, assai più delle circostanze, perché gli incontri possono segnare punti di svolta. &lt;br /&gt;Negli incontri entrano in contatto visioni diverse della vita, valori che possono essere contrapposti.&amp;nbsp;Ancora, nel&amp;nbsp;corso degli incontri si intersecano traiettorie che quasi mai sono sovrapponibili e talvolta&amp;nbsp;puntano a scopi che sono addirittura divergenti. Da tutto questo può nascere il conflitto, e il&amp;nbsp;conflitto non è mai a esito scontato.&lt;br /&gt;Insomma, si tratta dell'eterno confronto tra forze contrapposte che si consuma sul palcoscenico della vita.&amp;nbsp;Questa volta, però, la contrapposizione non è tra il bene e il male, bensì tra la necessità e la libertà: la necessità imposta dalle linee tracciate dallo spirito del tempo - e Giselle è&amp;nbsp;una ragazza&amp;nbsp;figlia del proprio tempo -&amp;nbsp;e la libertà di scegliere per sé stessi un destino&amp;nbsp;che non sia quello prevedibile e banale&amp;nbsp;voluto dalle consuetudini vigenti e dalle condizioni della nascita. Insomma, un destino da plasmare con le proprie mani&amp;nbsp;e da vivere poi in coerenza con la scelta fatta.&lt;br /&gt;Tra necessità e libertà, quale delle due avrà il sopravvento?&lt;br /&gt;Lo scoprirete leggendo...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5786537560838530139-2357309329852209671?l=enniovaltergano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enniovaltergano.blogspot.com/feeds/2357309329852209671/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5786537560838530139&amp;postID=2357309329852209671&amp;isPopup=true' title='25 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5786537560838530139/posts/default/2357309329852209671'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5786537560838530139/posts/default/2357309329852209671'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enniovaltergano.blogspot.com/2009/09/la-signora-del-borgo-la-trama.html' title='La signora del borgo: la trama'/><author><name>Ennio Valtergano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07056372512565047009</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>25</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5786537560838530139.post-8682047429217294909</id><published>2009-09-30T12:35:00.022+02:00</published><updated>2009-10-10T20:12:04.497+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Parliamo della presentazione al romanzo'/><title type='text'>La signora del borgo: commenti alla Presentazione</title><content type='html'>In questa sezione sono pubblicati i commenti pervenuti alla presentazione in rete del blog.&lt;br /&gt;Se vuoi&amp;nbsp;vedere i commenti già presenti o aggiungerne uno tuo, clicca sulla sezione &lt;span style="background-color: #d9ead3; color: #134f5c;"&gt;commenti alla Presentazione&lt;/span&gt;&amp;nbsp;che trovi a destra in basso&amp;nbsp;sotto la voce &lt;span style="background-color: #d9ead3; color: #134f5c;"&gt;archivio blog&lt;/span&gt;,&amp;nbsp;quindi inserisci il tuo.&lt;br /&gt;Per aggiungere un commento alle altre sezioni basta cliccare sul nome della sezione corrispondente: appariranno i commenti già presenti e potrai così aggiungere il&amp;nbsp;tuo in coda.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5786537560838530139-8682047429217294909?l=enniovaltergano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enniovaltergano.blogspot.com/feeds/8682047429217294909/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5786537560838530139&amp;postID=8682047429217294909&amp;isPopup=true' title='67 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5786537560838530139/posts/default/8682047429217294909'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5786537560838530139/posts/default/8682047429217294909'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enniovaltergano.blogspot.com/2009/09/blog-post_24.html' title='La signora del borgo: commenti alla Presentazione'/><author><name>Ennio Valtergano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07056372512565047009</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>67</thr:total></entry></feed>
